Un giorno può cambiare una vita

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NEW YORK, NY- The second hijacked plane is seen moments before striking the second tower of the World Trade Center on September 11, 2001. (photo credit: Masatomo Kuriya/Corbis)

11 settembre 2001. Diciotto anni fa le nostre vite (almeno la mia) sono cambiate per sempre, anche se gli Stati Uniti d’America sono lontani, anche se un grande oceano ci separa. Da lì sono iniziati ufficialmente gli scontri con gli estremisti islamici, che continuano tutt’oggi. Quel giorno guardavo la tv con gli occhi increduli di una bimba ingenua. Forse è per questo motivo che lo ricordo come se fosse ieri. Da quel momento mi sono resa conto di cosa è capace l’essere umano. Soltanto quando lo vivi o lo senti, capisci la crudeltà dell’uomo. Non bastano i libri, i film, le lezioni di storia. Eppure, se guardiamo indietro, l’uomo ha sempre agito con violenza: basti pensare ad esempio alla Seconda Guerra Mondiale, alle sofferenze atroci delle vittime della Shoah, alle bombe atomiche scagliate dagli stessi Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki, all’attentato alla Stazione di Bologna, al rapimento di Aldo Moro.
Il primo impatto però resta. E la domanda che mi sono fatta quel giorno è: perché? Ancora oggi me lo chiedo, e non ho trovato alcuna risposta, perché purtroppo la violenza umana non finirà mai.
Mi è stato detto una volta: l’essere umano troverà sempre una scusa per fare la guerra. Non ne ho mai capito il motivo, ma in fondo non c’è una verità più grande di questa.

La vita è un viaggio

Mi ci è voluta una settimana per riprendere le forze. Lo scorso weekend mi sono concessa una piccola vacanza nel Sud Italia, anche se ormai l’estate è alle porte: settembre è arrivato, ricominciano la scuola, il lavoro e la solita routine quotidiana. Ad agosto è come se stessimo tutti in una sorta di limbo, di benessere mentale e fisico: siamo più belli, siamo più sereni, siamo più appagati. Peccato che poi la realtà incombi nuovamente, con ogni sfaccettatura, bella o brutta che sia, ma alla fine l’importante è godersi la vacanza in toto.
Diciamo che io me la sono goduta solo in parte: è un mio problema da sempre, non riesco mai ad assaporare tutto il piacere di ogni cosa, che sia una vacanza, un evento, un compleanno o un traguardo importante. Il mio pessimismo incombe sempre, come un’ombra minacciosa, ma un giorno riuscirò a sconfiggere tutta la negatività insita in me, ne sono sicura.

Comunque, a prescindere da tutto, non potrò mai dimenticare la bellezza dei posti in cui sono stata. Primo fra tutti, Alberobello, in Puglia: i trulli dominano il paesaggio, sembra di essere in un paradiso fiabesco, in un luogo dove ogni sogno può diventare realtà. La bellezza di queste costruzioni così particolari entra dritto nel cuore.b8e773ef-5531-438a-84f7-69dfa225a4f6

Seconda tappa, sempre in Puglia, a Polignano a Mare, città natale di Domenico Modugno. Qui le parole non servono a molto, nonostante il famoso cantautore, con la sua celebre canzone “Nel blu dipinto di blu”, descriva benissimo le sensazioni e le emozioni che lascia questo piccolo paese. La vista del mare ti travolge, ti sembra davvero di volare, di poter accarezzare il cielo con un dito.af42e9cf-32fc-4e13-bc72-ccae36bf7631

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A proposito di cuore, un’altra città che non lo lascia più è Matera, capitale europea della cultura nel 2019, nonché ultima tappa del nostro viaggio. La bellezza di questa città lucana è unica, ogni angolo è colmo di emozioni, di sensazioni poetiche che rimangono impresse nella mente, nel corpo e nell’anima. Non dimenticherò mai i sassi, i colori, le luci, gli spettacoli, la Mostra di Salvador Dalí, il set cinematografico del film di James Bond, ma soprattutto la folla di turisti che rende la città più viva che mai. Anche qui le parole non bastano per descrivere l’unicità di Matera, le sue meraviglie, la sua maestosità.

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Viaggiare è questo: è scoprire nuovi mondi, nuove realtà, nuove tradizioni. È guardare panorami mozzafiato che fino ad ora custodivi soltanto nell’immaginazione. È stancarsi, camminare fino allo sfinimento perché la curiosità ti spinge oltre le tue forze. Viaggiare è vivere. Esplorate il mondo finché potete, perché alla fine ne sarà valsa la pena.

Dov’è finito il rispetto?

Ieri ho trascorso tutto il pomeriggio a guardare la diretta della crisi di governo. Piccola premessa: non m’intendo assolutamente di politica, non rientra nei miei interessi. Forse proprio per questo ho voluto guardarlo, per cercare di capire come funziona questo sistema, che tanto mi è sconosciuto.
Sicuramente ho compreso una sacrosanta verità: almeno per il momento, non entrerei a far parte di quel mondo nemmeno se mi dessero uno stipendio di un miliardo di euro al giorno. Non riuscirei mai a nascondere me stessa, a seguire la massa, ad applaudire una persona solo perché è del mio stesso partito e non perché sta dicendo cose per me sensate, ad inveire con violenza contro l’altro. Ieri pomeriggio ho visto questo: fazioni contrapposte che si insultavano a vicenda e rinfacciavano all’ormai ex Presidente del Consiglio di non essere riuscito a portare avanti un governo, durato soltanto quattordici mesi. Non ho visto nessuno preoccuparsi del popolo italiano, della crisi economica e lavorativa che ci attanaglia da molti anni. Tutti invocavano le elezioni, non per onor di democrazia, non perché deve essere la popolazione a decidere chi governerà questo Paese, ma soltanto per proprio interesse, perché pensano che noi siamo dei burattini privi di personalità che seguono il leader del momento solo per uniformarsi agli altri. Io ho percepito questo, poi può darsi che mi sbaglia: forse il mio cinismo non mi fa vedere oltre. Ma ieri ho visto una mancanza di rispetto ed educazione da parte di tutti. Dov’è finito il rispetto per l’altro, dove sono finite le buone maniere? Per non parlare delle citazioni religiose: io sono atea, quindi non mi dovrei sentire chiamata in causa, eppure mi danno enormemente fastidio, perché mancano di rispetto ai fedeli. Citano il Vangelo, pregano la Madonna o Gesù Cristo, poi però non perdono tempo ad infangare l’altro, solo perché è di un altro partito o unicamente per mettersi in mostra.
So che ho scritto cose scontate, ma non potevo stare in silenzio di fronte allo scempio a cui abbiamo assistito ieri pomeriggio. Perché, almeno per me, il rispetto è il fondamento della vita e bisognerebbe portarlo sempre e comunque.

Non mi aspetto più niente…

Fin da piccola ho sempre commesso l’errore di pretendere troppo dagli altri. Nella mia mente c’era la convinzione che se mi comportavo bene con un’altra persona, ricevevo lo stesso trattamento dall’altra parte. Non mi rendevo conto che ognuno ha il proprio carattere, il proprio modo di fare, le proprie convinzioni. Poi, all’ennesima delusione, ho capito che non si può pretendere nulla, che ogni rapporto è unico.
Le persone sono tutte diverse, magari io do un’importanza ai miei gesti, gli altri no. O viceversa. Io sono il tipo che quando vuole bene dà tutto, senza ragionare, perché ogni azione deriva dall’amore per l’altra persona. E lo faccio con il cuore, perché è quello che mi sento di fare. Il problema non è tanto quando non sono ricambiata con altrettanto affetto, perché io non rinfaccio mai i miei gesti. Me la prendo con me stessa quando do tanto a chi non lo merita, a chi mi tratta con sufficienza perché pensa che io ci sarò sempre. Lì mi sento presa in giro, ma, come già detto, mi arrabbio solo con me: come ho potuto dare così tanto a delle persone che non mi hanno mai considerato?
Eppure io non mi pento di quello che ho fatto, proprio perché ho agito col cuore. Se gli altri non lo hanno capito, peggio per loro. Io sono orgogliosa di me stessa, delle mie scelte. Di certo, d’ora in poi sarò molto più cauta, più ragionevole e meno impulsiva, ma sicuramente non pretenderò mai più nulla dagli altri.

Il coraggio di lottare

In questo periodo tutto sembra più difficile, nonostante la mia vita sia da sempre abituata alle sfide quasi impossibili da affrontare. Da quando sono nata, ho dovuto sempre fare i salti mortali per dimostrare ciò valgo, per far emergere i miei valori e i miei principi. Non che io sia chissà chi, anzi: sono una persona molto umile, in cerca di quella normalità che tutti possiedono, con tutti i piccoli e grandi problemi della quotidianità. A volte mi sembra di vivere una vita parallela, come se fossi l’unico spettatore di un film che ripercorre le varie tappe dell’esistenza. Io sono ferma, gli altri vanno sempre avanti, nonostante tutto. È una brutta sensazione, perché provo un incredibile senso di frustrazione, di vuoto dentro me stessa. E più guardo gli altri, più mi blocco io. Purtroppo ci sono alcune circostanze in cui non puoi alzarti una mattina e dire: “Bene, la mia vita inizia oggi”. Eppure negli anni quelle stesse circostanze mi hanno dato la forza di affrontare i pregiudizi, di togliermi tante soddisfazioni, di laurearmi a pieni voti e in tempo. Ora non mi basta più.
Lo scorso anno ho conseguito la laurea dopo tanti sacrifici, ma non ho ancora trovato la mia strada. Mi sembra trascorso un secolo da quel giorno in cui tutti si congratulavano con me, per la mia perseveranza, per il mio impegno nonostante la miriade di problemi che ho dovuto affrontare nella mia vita. Ogni volta che superavo un esame, per me era una conquista, una vittoria senza precedenti, perché io credevo in quel che facevo. Ora è tutto diverso. Purtroppo molti si trovano nella mia stessa condizione. Il mio difetto più grande è la totale mancanza di pazienza e di fiducia in me stessa e ciò amplifica il tutto. A volte mi sento come se non avessi fatto nulla, come se avessi buttato via gli anni, senza ottenere alcun risultato in cambio.

Eppure non mi pento di nulla. Se potessi tornare indietro, rifarei tutto: le lezioni, i tirocini, lo studio intenso e disperato del giorno prima di ogni esame, le notti insonni, le lacrime di delusione e i sorrisi appagati, colmi di felicità. Perché, anche in situazioni difficili, l’importante è crederci. Ed io oggi voglio credere che un giorno troverò la mia strada, intraprenderò un percorso lavorativo che mi darà tante soddisfazioni. E lo faranno anche coloro che si trovano nella mia stessa situazione. Basta crederci. Abbiate fiducia in voi stessi e nelle vostre capacità, perché le meraviglie della vita nascono quasi sempre dal nulla, all’improvviso.

L’importanza di esserci

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Ieri sera, navigando sui social, mi sono imbattuta in questa immagine e devo dire che mi ha colpito molto. In poche parole ha riassunto un pensiero basilare, che dovremmo tenere sempre a mente: la pazienza di qualsiasi persona è tutt’altro che infinita, anzi, e anche se qualcuno si dimostra molto disponibile, non bisognerebbe mai approfittarne.

Sembra un discorso scontato, lo so. Fin da piccoli ci insegnano (o almeno così dovrebbe essere) che il rispetto per l’altro è la prima forma di educazione, che senza di esso non andremo da nessuna parte. Eppure le cose non stanno esattamente così. Mi spiego meglio. Ci sono delle persone che darebbero l’anima per l’altro, ma non ricevono lo stesso trattamento. Arriva un momento in cui, anche con tutto l’amore del mondo, queste persone non si sentono per nulla appagate: molte continuano come se nulla fosse, altre invece si stancano e se ne vanno. Ed è proprio qui che l’altro si accorge dell’assenza, della mancanza di attenzioni, ma in genere ormai è troppo tardi per rimediare. E non sto parlando soltanto di rapporti d’amicizia o d’amore: anche le relazioni familiari possono spezzarsi. Certo, una madre morirebbe per un figlio, ma secondo me anche qui non bisogna tirare troppo la corda. Ricordiamoci sempre che il rispetto per l’altro è fondamentale, che non dobbiamo mai dare per scontata la presenza di qualcuno, perché quel qualcuno un giorno potrebbe non esserci più.

In fondo, l’amore cos’è?

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L’amore è la più alta espressione di vita…

Oggi è la Giornata mondiale contro l’omofobia. Lo so, ho affrontato tante volte questo argomento, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: l’amore è semplicemente AMORE. Stop e fine. È inaccettabile nel 2019 discutere di chi ha diritto di amare e chi no. Perché, in fondo, questa giornata non dovrebbe nemmeno esistere, invece ancora oggi ascolto certi insulti e appellativi che mi danno i brividi solo a pensarci. Come si possono ancora  classificare le persone in base all’orientamento sessuale, al colore della pelle, allo stato sociale o quant’altro?

Le persone sono semplicemente persone. L’amore è semplicemente LIBERTÀ.