Resisti

‪Italia,‬
‪resisti sempre,‬
‪lotta‬
‪fino all’ultimo‬
‪secondo,‬
‪fino all’ultimo‬
‪briciolo‬
‪di speranza,‬
‪non mollare,‬
‪non lasciare‬
‪che qualsiasi‬
‪dittatura‬
‪devasti‬
‪le ali‬
‪della tua preziosa‬
‪libertà,‬

‪del tuo
cuore partigiano,‬

‪un fiore che continua‬
a combattere
per la vita,
a cantare,
‪a brillare‬
‪di luce propria‬
‪e che nessuno‬
‪potrà mai‬
‪calpestare.‬

Laura Berardi, 25 aprile 2020, scritta in occasione della Festa della Liberazione, ricorrenza che celebra la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, avvenuta 75 anni fa.

Inevitabili

Non sono‬
‪semplici‬
‪oggetti,‬
‪non sono‬
‪elementi‬
‪inanimati,‬
‪ma vulcani‬
‪che sprizzano‬
‪emozioni,‬
‪tornadi‬
‪di parole‬
‪colme di‬
‪sensazioni,‬
‪storie‬
‪di immaginazione‬
‪ricche di verità.‬
‪I libri sono‬
‪anime piene‬
‪di curiosità,‬
‪infinite‬
‪sorgenti di vita,‬
‪unici compagni‬
inevitabili,

‪insostituibili‬
‪che rendono‬
‪più umano‬
‪tal efferato‬
‪mondo.‬

Laura Berardi, 23 aprile 2020, scritta in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore

Rispettiamo il nostro Pianeta

Sorrento (21)

Ho scattato questa foto un paio di mesi fa, quando sono andata per un weekend a Sorrento e si poteva ancora godere dei paesaggi mozzafiato senza la paura di uscire di casa. Ricordo ancora l’attimo in cui mi sono ritrovata davanti a questa bellissima vista: per qualche minuto non ho proferito parola, semplicemente perché non ci sono termini abbastanza eloquenti per descrivere queste meraviglie. Ti riempiono di gioia e basta. Come già avrete intuito, la natura rappresenta per me un’ancora di salvezza, una delle poche risorse a rendere ancora il mondo un posto in cui vale la pena vivere. Già, perché soltanto guardare il cielo, il mare, le montagne, i loro colori e le loro sfumature mi fa stare meglio, perché osservare qualsiasi animale, sentire il canto degli uccellini, ascoltare i suoni che la natura compone elimina ogni dubbio, ogni insicurezza, ogni dispiacere.
Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, e mai come in questo periodo storico l’abbiamo vista così rigogliosa, così splendente (ho scritto anche una poesia in proposito dedicata allo scrittore Luis Sepúlveda, che potete trovare qui). Da sempre l’essere umano pensa di poter essere il padrone di questo Pianeta sfruttandolo a proprio piacimento, ma in realtà non è affatto così. Dovremmo ringraziarlo ogni giorno perché ci offre tutto. La Terra è indispensabile per permetterci di vivere ed esistere. Senza di Lei noi non saremmo qui. Noi non siamo indispensabili. Ne facciamo parte, questo è vero, ma esattamente come tutti gli altri animali, i fiori, le piante, gli alberi e tutte le meraviglie che ospita questo meraviglioso Pianeta, che certe volte dimentichiamo di rispettare, come se fosse una cosa da niente. Tendiamo all’egoismo, al menefreghismo, non ci interessiamo minimamente dei danni che abbiamo recato e continuiamo a recare. È triste vedere persone che non credono al fatto che la plastica stia invadendo gli oceani e distruggendo l’ecosistema marino, che il cambiamento climatico non esista e sia soltanto una bufala, che senza l’uomo la Terra sarebbe morta, quando in realtà noi siamo soltanto minuscole entità in un mondo popolato da miliardi di organismi viventi.
Ricordiamoci che nulla ci appartiene in questo mondo, nemmeno il più piccolo elemento. Non diamo mai niente per scontato, perché la Terra può essere splendida, ma anche immensamente brutale.

Spietato

‪Spietato‬
‪organismo,‬
‪virus terrificante‬
‪che non risparmia‬
‪niente,‬
‪che non conosce‬
‪pietà,‬
‪tenerezza‬
‪o diversità,‬
‪ma rende serena‬
‪una Natura imbestialita,‬
‪ora serena
‪e libera‬
‪dall’operato umano.‬
‪Adesso è Lei‬
‪a guardare‬
‪ogni giorno‬
‪finestre di volti‬
‪ormai privi di luce‬
‪mentre là fuori‬
‪germogliano‬
‪fiori colorati‬‬
‪e la nostra stella
splende luminosa
nel limpido cielo,
‪come mai‬
‪prima d’ora.‬

Laura Berardi, 16 aprile 2020, dedicato allo scrittore Luis Sepúlveda, scomparso oggi a causa del Coronavirus

Pasqua

Come già sapete, io non sono credente, quindi questa giornata non dovrebbe interessarmi. Eppure oggi è diverso. Mi dispiace da morire non trascorrere questo giorno con i miei nipotini e con i miei nonni anziani, perché so quanto loro ci tengano. Quasi sempre ho passato queste feste con i miei familiari. Oggi invece la solitudine si fa sentire ancora di più. Certamente i mezzi di comunicazione aiutano, ma il contatto fisico è un’altra cosa, lo sappiamo bene. Spero che quando questa quarantena finirà avremo tutti capito quali sono i valori della vita e che apprezzeremo un po’ di più quello che abbiamo.
Detto ciò, vi auguro con tutto il cuore di trascorrere una giornata serena e all’insegna della pace, per quanto sia possibile in questo periodo. Anche a distanza, cerchiamo di restare uniti!

Buona Pasqua a tutti!

Ora siamo così

Ora siamo così,
come le foglie
di due alberi
che non si sfiorano,
così distanti,
ma irreparabilmente
vicine,
destinate
a percorrere
lo stesso cammino,
a percepire
le medesime emozioni,
a sentire
quel senso di vuoto
che le accomuna.
E si avvicinano,
si nutrono d’empatia
anche senza toccarsi,
ché malgrado
la contigua lontananza
e le avverse condizioni
,
l’amore
le unirà sempre,
per l’eternità.

Laura Berardi, 8 aprile 2020, scritta su richiesta di un amico

Il problema è la “normalità”

Covid-19, non torniamo alla normalità. La normalità è il problema ...

Ho trovato per caso questa immagine sul web che mi ha fatto riflettere molto. In questo periodo abbiamo trovato il tempo per pensare un po’ a noi stessi, alla strana condizione in cui ci siamo venuti a trovare e che fino a tre mesi fa sembrava impossibile che ci capitasse.
E si è parlato anche tanto del concetto di “normalità”. Ora, premesso che io non sono una psicologa e che forse io sono l’ultima persona al mondo che può disquisire di questo termine (perché io non l’ho mai vissuta nel vero senso della parola), vorrei comunque esprimere la mia opinione in merito. Ho sempre pensato che la normalità fosse soltanto una convenzione sociale dietro cui nasconderci e celare il nostro io. Non lo facciamo di proposito, ma se esaminassimo tutti gli esseri umani, capiremmo che nessuno è normale, semplicemente perché la normalità non esiste e non esisterà mai. Viviamo in una società in cui l’apparenza è diventata un elemento essenziale della nostra vita. Eppure ognuno di noi dovrebbe avere la libertà di esprimersi come vuole, ovviamente sempre nel rispetto degli altri.
Fin da piccoli veniamo educati rigorosamente per poter costruire la nostra identità sociale, e questo va bene. Il problema è quando ci lasciamo condizionare dalle convenzioni sociali e dal giudizio altrui. Mi viene in mente per esempio il tema del matrimonio e dei figli. Una persona che desidera stare da sola è ritenuta asociale e incapace di stare al mondo. Una coppia che non vuole sposarsi viene reputata superficiale e poco incline all’impegno. Al contrario una coppia sposata senza figli viene considerata egoista.
Come vedete, ci sarà sempre qualcuno che criticherà le nostre scelte e il nostro modo di essere, ma non dobbiamo cadere nell’errore di faci condizionare. Se stiamo bene con noi stessi e rispettiamo il senso civico e gli altri, per quale motivo dovremmo inseguire un’ideale che non esiste? Piuttosto impariamo a confrontarci con le persone per avere l’opportunità di arricchirci e di scoprire cose che non avremmo mai pensato potessero davvero esistere.
Ognuno può dare il proprio contributo sociale nel modo che ritiene più appropriato. In fondo la bellezza del mondo risiede proprio nella diversità ed è proprio quest’ultima che ci rende unici.

Immagine dal web

Radici

Radici invisibili
stringono forte
il mio esile
petto
in una morsa
micidiale,
tanto asfissiante
da soffocarmi
quasi del tutto
e talmente spietata
da rendere
ogni giorno
un infinito
ed insopportabile
affanno
che si alimenta
della mia stessa vita.

Laura Berardi, 3 aprile 2020

Istanti di gioia

Come ho già scritto più volte secondo me la felicità non esiste, almeno non in senso assoluto. In questo mondo tutti vorrebbero essere felici, ma in realtà nessuno lo è mai totalmente, anche chi apparentemente ha una vita appagante. Certamente esistono gli attimi in cui ci si sente più felici, ma in genere durano poco, giusto il tempo di godersi il momento. D’altronde, è fisiologico.
Nella mia vita ci sono state pochissime occasioni perché mi sentissi finalmente appagata, ma anche in quei momenti non sono mai riuscita a godermi pienamente le emozioni di quell’istante. C’era qualcosa che mi turbava, che non mi faceva vedere il bicchiere mezzo pieno, che riusciva a rendermi triste anche nei momenti più gioiosi. Per me è sempre stato così. Anche nell’attimo in cui tutto sembra andare alla grande, tra me e gli altri si pone costantemente un velo di malinconia, che non mi fa vivere nulla appieno. Sarà il mio vissuto, saranno le circostanze che mi ritrovo ad affrontare da tutta la vita, sarà che mi attanaglia l’infinita paura di lasciarmi andare.
Sarà che sento sempre un vuoto dentro di me, come se mi mancasse qualcosa, ma non so esattamente quale. In quest’ultimo periodo lo avverto maggiormente, quasi che fosse amplificato. A volte fa male, a volte resta in silenzio, ma lo percepisco comunque. E non è una bella sensazione, credetemi. Io provo in tutti i modi a scacciarlo, a disintegrarlo con ogni mia forza, ma difficilmente ci riesco nella quotidianità.
Ho notato però che quello stesso vuoto si riduce quando faccio ciò che amo di più. La scrittura mi aiuta moltissimo, mi immerge ogni volta in un mondo nuovo, autentico, in cui posso finalmente essere me stessa. Quando scrivo mi sento libera, priva di quella frustrazione che ha sempre caratterizzato la mia esistenza. Anche la lettura mi stimola tanto, tiene sempre viva quella curiosità, quel desiderio di conoscenza che non mi ha mai abbandonata. E ho capito una verità fondamentale: anche se non posso fare molte cose per via delle circostanze avverse (e questo fa molto male, più di quanto possiate immaginare), cerco ogni giorno di costruire i mattoni della mia identità per capire quello che può darmi anche un minimo di serenità.
E nonostante sappia già che, anche dopo questa quarantena, molto probabilmente non riuscirò a godermi mai del tutto un attimo di gioia, continuerò fino alla morte a combattere contro quel vuoto che non mi lascia tregua, impegnando le mie giornate con quello che amo fare di più al mondo, perché in fondo è proprio l’amore il motore di ogni cosa.

Sola

Preziosa è
la solitudine,
un dono
capace di
offrire libertà,
eppure a volte
troppo
soffocante,
così opprimente
da rendermi
l’essere
più vulnerabile
al mondo,
la creatura
più sola,
desiderosa
soltanto
di un briciolo
d’amore,
ché non l’ho
mai vissuto
né assaporato,
nemmeno
per un singolo istante.

Laura Berardi, 29 marzo 2020