Nodi

Nodi fitti,
intrecciati,
tanto stretti
da diventare
ben presto
un tutt’uno,
una corda
dai fili invisibili,
impossibili
da sciogliere.
Una corda
che non smette più
di aggrovigliarsi
su se stessa,
occupando
piccoli angoli
e facendosi largo
tra gli infiniti spazi,
tra gli anfratti nascosti
di ciascun’entità.
Una corda
sempre più densa
di fili che nascono
e muoiono così,
lasciando soltanto
minuscole tracce,
ché ogni filo
è un mare immenso
di brevi e intensi attimi,
di emozioni
uniche e irripetibili,
di vita.

Laura Berardi, 7 novembre 2021

Ricordi di una vita

Ho sempre pensato che la vita è imprevedibile. L’ho sottolineato più volte anche su questo blog: da uno sbaglio può nascere un impero straordinario; una situazione stabile può arricchirsi improvvisamente o crollare del tutto. E, parlando di me, so benissimo di aver ribadito gli strani aspetti del mio carattere, aggravati soltanto in piccola parte dalle condizioni fisiche con cui devo convivere ogni giorno e che fino a poco tempo fa mi sembravano il reale motivo del mio inusuale stile di vita.
Ma al di là di questo, nell’arco di un anno non ancora concluso, posso dire che gli ultimi tempi non sono stati per niente facili. Mettendo per un attimo da parte l’imprevedibilità, le conseguenze della pandemia e la mia strana personalità, purtroppo nel giro di quattro mesi due miei nonni sono venuti a mancare. Gli stessi nonni con cui non ho potuto trascorrere l’ultimo Natale. Gli stessi nonni che mi hanno vista nascere e crescere tra migliaia di difficoltà, insegnandomi tanto attraverso i loro racconti, specialmente quelli riguardanti il passato: l’esperienza della Seconda Guerra Mondiale, gli usi e costumi degli anni Sessanta, così diversi dal mondo di oggi. E molto altro ancora.
Per quanto in entrambi i casi la loro morte fosse già annunciata, data l’età avanzata e le condizioni cliniche precipitate in un batter d’occhio, questi eventi spiacevoli sono stati due spietate pugnalate, mirate e dritte al cuore. Proprio nel momento in cui la prima ferita stava cominciando a dare meno dolore, ne è arrivata un’altra, già pronta a riacutizzare la sofferenza, ancor più tagliente del colpo precedente.
È sempre così. Perché malgrado sia assodato il fatto che nessuna forma di vita è eterna e che ognuno abbia le proprie reazioni nei confronti di questa certezza inevitabile, non ci si abitua mai alla morte, nemmeno quando avviene davanti agli occhi o quando ci si augura che giunga il più presto possibile per evitare terribili sofferenze, come nel caso dei malati terminali. A maggior ragione, non ci si abitua alla perdita di un amico, di un familiare, di un conoscente o di chiunque altro si sia imbattuto per caso nel cammino dell’altro, anche solo per un breve periodo. Anche solo per un istante.
Per me è stata una sensazione strana e reale. Lo è tuttora, come se una parte del mio animo fosse volata via per sempre, lasciando spazio ad una piccola luce densa di ricordi. Ricordi che mi regalano emozioni contrastanti. Ricordi che a volte sembrano svanire nel nulla, risorgendo negli attimi più inaspettati, magari sentendo l’odore di un dolce, simile a quello del ciambellone che mia nonna preparava per tutti, razionandolo in porzioni perfettamente uguali. Oppure guardando un incontro sportivo in tv, di quelli che mio nonno non si sarebbe perso per nulla al mondo. Di quelli cui anch’io sono un’appassionata. Difatti negli ultimi tre mesi e mezzo il televisore della mia camera è stato sempre sintonizzato sugli stessi canali, proprio come avrebbe fatto mio nonno: prima gli Europei di Calcio, con l’inaspettata vittoria italiana; poi l’imprevedibile pioggia di medaglie azzurre alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi estive di Tokyo; infine un altro trionfo europeo arrivato pochi giorni fa dalla Nazionale di pallavolo femminile dell’Italia. Emozioni su emozioni, tanto forti che a volte mi sembrava veramente di avere il nonno seduto accanto a me ad ammirare la tenacia di tutti gli atleti, ad osservare le loro espressioni di gioia o di frustrazione, quasi a vivere le loro stesse sensazioni. Esattamente come il profumo meraviglioso dei biscotti alla marmellata di mia nonna, il cui sapore non mi abbandonerà mai.
Perché ogni ricordo, anche quello più imprevedibile, resterà lì, avvolti dal piccolo scintillio di quella luce. Piccola, ma più intensa che mai.

Ira

Battiti incessanti,
lacrime che scendono
senza sosta,
rigando la cute
corrugata
di un viso
che invano
cerca di trattenersi.
Un macigno
avvinghiato
ad un motore
sfinito,
intrappolato
in una morsa letale
che stringe
brutalmente,
non mollando
la presa
di un solo millimetro.
Un motore soffocato
da un’implacabile
tensione
che si svela
in ogni sua parte,
perdendosi
tra le fiamme
di un improvviso
istinto primordiale
e l’impellente
desiderio
di evadere,
di sfuggire
a quella morsa
micidiale,
opprimente.
Un cuore
che nonostante tutto
reagisce,
invasato
da un’inedita
forza
e da una voglia
irrefrenabile
di libertà,
l’unica arma
in grado
di spegnere
il fuoco più ardente,
di sciogliere
il nodo più intrecciato,
di abbattere
l’ira più funesta.

Laura Berardi, 3 agosto 2021

Contrasti

Guerra e pace,
inferno e paradiso,
oscurità e lucentezza,
gioia e dolore,
minaccia e rispetto,
odio e amore.
Contrasti inossidabili
che vanno,
vengono
e vagano così,
troppe volte privi
di una precisa
destinazione.
Contrasti inevitabili
che a volte creano
e rendono meraviglioso
ciascun particolare,
altre distruggono
tutte le aspettative
e annientano
anche l’elemento
più certo e assodato,
altre ancora suscitano
una brutale o inconsapevole
indifferenza.
Contrasti densi
di sensazioni
che nutrono gli attimi
di ogni vita,
l’unica entità
che viaggia sola,
attraversando
sentieri sconosciuti.
L’unica realtà
senza eguali
né opposti.

Laura Berardi, 16 luglio 2021

Tenebre

Giorni di tenebre
che arrivano così,
imprevisti
e inaspettati,
quando anche
la peggior tempesta
dà spazio
ad un sole meraviglioso,
il più splendente,
il più luminoso,
il più brillante.
E giungono
senza un perché,
lasciando riaffiorare
ricordi devastanti,
lasciando vivere
un’angoscia
che si insinua
ovunque
e scavando
ininterrottamente
fino alla parte
più profonda,
fino al frammento
più minuto.
Fino a raggiungere
la totale negatività,
la stessa in grado
di portare via con sé
ciascun pensiero
avvolto nell’oscurità,
la stessa che
è sempre pronta
a restituire
un’audace tranquillità
o un semplice sorriso
.

Laura Berardi, 1 giugno 2021

Stelle

Buio,
silenzio,
sofferenze
indelebili
e indistruttibili
che quasi uccidono.
Ma d’improvviso,
eccoli lì.
Sprazzi di luce
che penetrano
nell’oscurità
dalle piccole aperture
di una persiana imperfetta,
dalla minuscola crepa
di un muro,
da una finestra
semiaperta,
donando uno spiraglio
colmo di bei ricordi,
di delicate sinfonie,
di pensieri
che lentamente
si colorano
di sfumature
più vivaci.
Sprazzi
che cercano
di restituire
la forza
di andare avanti,
di lottare,
di combattere
contro ogni angoscia,
nonostante
l’opprimente malinconia,
nonostante tutti i dolori,
e di lasciarci
cullare
dall’autentico splendore
di una stella
che brilla
per ognuno di noi.

Laura Berardi, 26 aprile 2021

Mai identiche

Anime vive,
ricordi terribili
o meravigliosi
che restano
nella mente
e nel corpo,
scavando ininterrottamente
tra i nostri sogni
e i nostri incubi,
nutrendoci
di dolori intollerabili
o di immense gioie,
attraversando
un mondo infinito
di istanti indimenticabili,
di sentimenti contrastanti
e di infinite emozioni
che nascono e muoiono
in ogni attimo di vita.
Sensazioni
che viaggiano
verso mete
sconosciute,
senza limiti
o confini.
Sensazioni
sempre diverse,
sempre nuove,
sempre uniche.
E mai identiche,
giorno per giorno,
fino al nostro
ultimo respiro.

Laura Berardi, 22 aprile 2021

Il nostro tempo

Secondi fulminei,
minuti che si fermano
come istantanee,
ore che ben presto
si trasformano
in giorni infernali
o paradisiaci,
mesi che trascorrono
ininterrottamente,
senza tregua,
tra attimi dolorosi
e sereni,
fino a diventare
anni che corrono
attraverso percorsi
indefiniti,
decenni che passano
per un sentiero unico,
più insidioso per alcuni,
meno accidentato per altri.
Il nostro tempo,
la nostra vita
.

Laura Berardi, 11 aprile 2021

Periodi

Sono trascorsi più di tre mesi dall’ultima volta che ho pubblicato qualcosa su questo blog. Come avrete già capito, non sono un tipo costante. È vero, scrivo quasi tutti i giorni, ma qui è diverso. Ogni volta che mi è venuto in mente di arricchire il mio blog con qualcosa di nuovo ero bloccata, come se qualcosa mi trattenesse. Forse la stanchezza. Forse il mio carattere difficile. Forse la paura di scrivere stupidaggini. O semplicemente la mancanza di voglia.
Parto a mille, ma mi basta davvero poco per buttarmi giù. È accaduto da piccola, a scuola, all’università e nella vita quotidiana. E succede anche adesso. Quando mi pongo degli impegni o delle piccole aspettative, arriva sempre l’attimo in cui diventa tutto più difficile, persino la cosa più semplice, come guardare una serie tv o un film, leggere un romanzo, un racconto breve o un articolo di cronaca, uscire per una semplice passeggiata, per quanto sia complicato in questo periodo. Come parlare del più e del meno con qualcuno o addormentarsi con il solo desiderio di svegliarsi la mattina e andare avanti nonostante le circostanze.
Ho sempre avuto questi momenti di stallo, in cui la voglia di fare è ridotta quasi allo zero, la scrittura zoppica e l’attaccamento al passato è più forte che mai. Sì, perché in questi periodi la mia mente non fa altro che tornare indietro nel tempo e restare immobile, incapace di scollarsi di dosso la spensieratezza infantile, quando la vita scorre senza tempo. E mentre cerco con grande fatica di scrivere e leggere il più possibile, almeno per non perdere due delle poche cose che mi fanno sentire viva, certi pensieri normalmente già invadenti si ingigantiscono ancor di più, diventando talmente ingombranti che non riesco nemmeno a metterli da parte. Film e serie tv visti e rivisti, programmi televisivi della mia infanzia, libri che potrei leggere a memoria. E una curiosità quasi morbosa verso i ricordi, che sembrano riemergere ovunque, sconfiggendo quasi del tutto il desiderio di scoprire l’ignoto.
Eppure so già che quel desiderio non morirà mai dentro di me. Per quanto i periodi di stallo possano durare mesi, anni o decenni, e l’attaccamento al passato non mi lascerà mai in pace, la mia voglia di conoscenza è sempre lì, ad alimentare la mia vita con piccoli gesti, con piccole cose. Malgrado i momenti difficili siano costantemente presenti, in agguato e pronti ad attaccarmi ogni giorno, quella voglia è l’unica a gridare di non mollare, di affrontare con serenità tutti i periodi, facili o complicati che siano. Ed è anche l’unica che non mi lascerà mai da sola, fino all’ultimo secondo della mia esistenza. Di questo sono assolutamente certa, perché in fondo è proprio quella voglia una delle fonti essenziali della vita.

Buon 2021!

Finalmente se n’è andato e non ritornerà mai più. Tutti aspettavamo questo giorno da mesi, anche i più scettici. Perché il 2020 è stato un anno che sicuramente non dimenticheremo mai. Un anno in cui un semplice organismo ha distrutto migliaia di vite. Un anno che ci ha fatto vivere nel buio e nella preoccupazione, oltre il fatto che nulla è scontato. Nemmeno un semplice bacio o un abbraccio stretto. E mai come quest’anno è emersa la personalità di ognuno di noi. C’è chi ha mostrato la parte peggiore di sé, chi ha imparato ad apprezzare le piccole cose, chi è rimasto sempre sé stesso nonostante tutte le vicissitudini di questo periodo particolare, chi ha fatto e ancora oggi sta facendo il maggior sforzo possibile per salvare i pazienti colpiti gravemente dal Coronavirus o da altre patologie.
Eppure c’è sempre qualcosa che ci unisce, anche quando sembra impossibile: la voglia di vivere. Sì, perché in realtà questo desiderio apparentemente banale è sempre lì, presente nei nostri cuori, a cercare di lottare fino all’ultimo sangue contro le molteplici difficoltà e di annientare il buio, illuminandolo di piccole emozioni. E malgrado spesso pensiamo che tutto è contro di noi e che non c’è più niente che possa asciugare le nostre lacrime, quella voglia resiste, anche se ridotta in brandelli, e a volte riesce a tirarci su, a farci capire che anche un giorno difficile può diventare meraviglioso. Un sorriso di un amico, uno sguardo di chi amiamo o semplicemente la forza insita in noi che non molla mai, anche nei momenti più dolorosi. E l’inizio di un anno nuovo può essere davvero un punto da cui ripartire, una lenta rinascita da un periodo che ci ha insegnato quanto anche un millesimo di secondo possa essere prezioso. Perché la vita è così, imprevedibile come non mai.

Buon 2021!