Curiosità

‪Se tutto‬
‪si osservasse‬
‪con gli occhi‬
‪di un fanciullo curioso,
‪il mondo sarebbe‬
‪un raggio di felicità‬
‪in un universo‬
‪d’amore‬
‪e dolce speranza‬
‪capace
di alimentare‬
‪anche un’esistenza‬
‪povera
di emozioni‬,
trafitta
dal dolore‬
‪più spietato
e dalla più brutale
sofferenza.
Eppure
la natura umana
preferisce cresce‬re
‪lasciandosi alle spalle‬
‪i ricordi‬
‪di quell’infinita
curiosità,‬
‪invece di nutrirla‬
‪giorno‬
‪dopo giorno,‬
‪conservando‬
‪la purezza‬
‪dell’animo ‬
‪di un bimbo‬
‪alla scoperta‬
‪di semplici‬
‪meraviglie‬
‪che riempiono‬
‪il suo cuore‬
‪di autentica gioia.‬

Laura Berardi, 27 luglio 2020

Malinconia

La scorsa notte non riuscivo ad andare a dormire. Ero sul divano, agitata e in preda ad un terribile panico che non mi permetteva di rilassarmi. Così ho preso il mio tablet e mi sono messa a scrivere. So che è l’unica soluzione in quei terribili momenti di angoscia e in effetti dopo mezz’ora mi sentivo già molto meglio. Ho scritto ciò che sentivo e percepivo, sfogando tutta me stessa e liberandomi di tutto ciò che avevo dentro. So già che per qualcuno le parole che ho scritto saranno un po’ troppo forti, ma come già detto moltissime volte, preferisco essere me stessa piuttosto che indossare una finta maschera che accontenterebbe tutti. So anche che questi momenti di malinconia sono e saranno sempre una costante della mia esistenza, esattamente come l’amore per la scrittura, che forse è e rimarrà sempre la mia unica fonte di vita. E di questo non posso che esserne felice.

Di solito tendo ad avere sempre un briciolo di speranza, quella tiepida luce che brilla da quando il mio corpo ha deciso di entrare a piccoli passi in questo mondo. Ma oggi è diverso. Le lacrime non si fermano, il dolore mi devasta in tutte le sue forme. Annienta ogni mio angolo di pelle. E sento di non riuscire più a controllarlo. Per quanto mi sforzi, lui è sempre più forte e capace di sconfiggermi anche all’ultima mossa, quando penso che il peggio è passato. Mi coglie di sorpresa, facendomi ruzzolare a terra come una ruota che corre fino a quando non cade giù stremata. Ed ogni volta che mi rialzo, so che si è rotto qualcosa dentro di me. Lentamente mi sbriciolo, perdo tutti i frammenti che compongono il puzzle della mia vita. E invece di crescere e diventare più forte, percepisco che anche quella timida luce si sta spegnendo, lasciandomi morire sola e immersa in un oceano di sensi di colpa che attanagliano il mio cuore dall’attimo dannato in cui ha iniziato a battere. Non ho chiesto io di nascere in un mondo che considera la perfezione una moda. Non ho chiesto io di vivere una condizione fisica invalidante che ha spazzato via anche quel poco coraggio che avevo da bambina, in cui l’innocenza riusciva ancora a vincere sulla vergogna. Sì, perché è questo che provo ogni volta che penso a me stessa. Un immenso senso di vergogna verso tutta la mia persona. Non solo fuori, ma anche dentro. Un fenomeno da baraccone senza un minimo di personalità, unicamente in grado di mettere in difficoltà chiunque gli capiti davanti. Pianti isterici negli istanti di gioia, irrefrenabili risate nei momenti meno opportuni. Questa sono io. Un insieme di inutili pezzi combinati male, con una costante sofferenza che distrugge ogni minimo tentativo di mischiarmi tra la gente. Ma io non posso fare finta di essere come gli altri, perché non lo sarò mai. Non potrò mai camminare a passo deciso, non potrò mai vivere la quotidianità. Posso semplicemente cercare di combattere quel dolore continuo che tortura il mio corpo fino a farlo stramazzare a terra agonizzante. Ma ormai non sento più quella luce, si è spenta definitamente. Non riesco a scorgerne nemmeno un fascio. E posso finalmente morire in pace.

Chiodo

‪Vita di lacrime‬
‪amare,‬
‪singhiozzi‬
‪incontenibili,‬
‪continue avversità‬
‪che sfiancano‬
‪l’animo,‬
‪come un chiodo‬
‪che penetra‬
‪in una ferita‬
‪aperta,‬
‪sanguinante,‬
‪fino a svuotarlo‬
‪totalmente.‬
‪Niente può‬
‪combattere‬
‪contro‬
‪un’infinita‬
‪sofferenza,‬
‪che sembra
invadere
il cuore
di alcuni‬,
destinati‬
ad ‪affrontare
‬impervi ostacoli
‪ogni giorno,‬
‪ogni ora,‬
‪ogni minuto,‬
‪ogni secondo‬
‪della loro‬
‪travagliata‬
‪esistenza.‬

Laura Berardi, 25 maggio 2020

Resisti

‪Italia,‬
‪resisti sempre,‬
‪lotta‬
‪fino all’ultimo‬
‪secondo,‬
‪fino all’ultimo‬
‪briciolo‬
‪di speranza,‬
‪non mollare,‬
‪non lasciare‬
‪che qualsiasi‬
‪dittatura‬
‪devasti‬
‪le ali‬
‪della tua preziosa‬
‪libertà,‬

‪del tuo
cuore partigiano,‬

‪un fiore che continua‬
a combattere
per la vita,
a cantare,
‪a brillare‬
‪di luce propria‬
‪e che nessuno‬
‪potrà mai‬
‪calpestare.‬

Laura Berardi, 25 aprile 2020, scritta in occasione della Festa della Liberazione, ricorrenza che celebra la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, avvenuta 75 anni fa.

Pasqua

Come già sapete, io non sono credente, quindi questa giornata non dovrebbe interessarmi. Eppure oggi è diverso. Mi dispiace da morire non trascorrere questo giorno con i miei nipotini e con i miei nonni anziani, perché so quanto loro ci tengano. Quasi sempre ho passato queste feste con i miei familiari. Oggi invece la solitudine si fa sentire ancora di più. Certamente i mezzi di comunicazione aiutano, ma il contatto fisico è un’altra cosa, lo sappiamo bene. Spero che quando questa quarantena finirà avremo tutti capito quali sono i valori della vita e che apprezzeremo un po’ di più quello che abbiamo.
Detto ciò, vi auguro con tutto il cuore di trascorrere una giornata serena e all’insegna della pace, per quanto sia possibile in questo periodo. Anche a distanza, cerchiamo di restare uniti!

Buona Pasqua a tutti!

Battiti

Ascolto
i battiti veloci
del mio cuore
fragile,
devastato
da un dolore
lancinante,
che non lascia
minima tregua,
che cresce
lentamente
senza fermarsi mai,
scorrendo imperterrito
in ogni vaso sanguigno
del mio corpo.
E li sento,
li percepisco ancora,
e li ascolterò
fino alla fine
dei miei giorni,
nonostante
l’immane sofferenza
che non mi offrirà mai
una via d’uscita.

Laura Berardi, 5 marzo 2020

Memoria

‪Odio,‬
‪terrore,‬
‪violenza inaudita,‬
‪non si può cancellare‬
‪dalla memoria
‪un brutale passato‬
‪di spietato dolore,‬
‪ché l’atroce sofferenza‬
‪di poveri innocenti‬
‪non si reprimerà più,‬
‪ma urlerà‬
‪con immensa forza‬
‪nel cuore di ognuno,‬
‪per sempre.‬

Laura Berardi, 27 gennaio 2020

Immagine dal web

Tempo

Scorre inesorabilmente
il tempo per me,
senza nemmeno 
un frutto maturo,
e lascia soltanto 
un terribile vuoto
che mi logora
lentamente,
che asciuga
il mio cuore
già arido
come un deserto.
E non mi resta nulla,
soltanto un dolore
che morde,
che azzanna prepotentemente
le mie carni
e pian piano
consuma
tutta la mia linfa vitale.

Laura Berardi, 17 gennaio 2020

Parole

‪Sembrano volare,‬
‪ma restano intangibili‬
‪nel cuore,‬
‪nella mente,‬
nelle membra
di ogni creatura
presente
in tal strambo mondo.
‪Parole,‬
‪dolci o spietate,‬
‪di conforto‬
‪o d’inganno,‬
‪di generosità‬
‪o d’ingratitudine,‬
di fiducia
o di pregiudizio,
‪non si strappano mai ‬
‪le loro radici,‬
‪tanto potenti‬
‪da poter‬
‪rendere sereno chiunque‬
‪o invero‬
‪devastare‬
‪un fragile animo.‬

Laura Berardi, 13 gennaio 2020

 

Paura

‪Lasciami vivere,‬
‪affidami agli errori,‬
‪alla dissolutezza,‬
‪al piacere‬
‪e alla bellezza.‬
‪Ormai ti conosco,‬
‪paura,‬
‪so che il tuo diletto‬
‪è il mio dolore,
tu mi torturi
con il tuo stesso dominio,
che nutri
con le mie sofferenze,
le mie lacrime,
il mio cuore affranto.
Ma ora
‪non ti temo più,‬
‪perché mi hai ‬
‪insegnato‬
‪a difendermi‬
‪dai pregiudizi
‬‪che,
invece di annientarmi,‬
‪mi hanno reso‬
‪ancor più forte di prima.‬

Laura Berardi, 3 gennaio 2020