Inevitabili

Non sono‬
‪semplici‬
‪oggetti,‬
‪non sono‬
‪elementi‬
‪inanimati,‬
‪ma vulcani‬
‪che sprizzano‬
‪emozioni,‬
‪tornadi‬
‪di parole‬
‪colme di‬
‪sensazioni,‬
‪storie‬
‪di immaginazione‬
‪ricche di verità.‬
‪I libri sono‬
‪anime piene‬
‪di curiosità,‬
‪infinite‬
‪sorgenti di vita,‬
‪unici compagni‬
inevitabili,

‪insostituibili‬
‪che rendono‬
‪più umano‬
‪tal efferato‬
‪mondo.‬

Laura Berardi, 23 aprile 2020, scritta in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore

Rispettiamo il nostro Pianeta

Sorrento (21)

Ho scattato questa foto un paio di mesi fa, quando sono andata per un weekend a Sorrento e si poteva ancora godere dei paesaggi mozzafiato senza la paura di uscire di casa. Ricordo ancora l’attimo in cui mi sono ritrovata davanti a questa bellissima vista: per qualche minuto non ho proferito parola, semplicemente perché non ci sono termini abbastanza eloquenti per descrivere queste meraviglie. Ti riempiono di gioia e basta. Come già avrete intuito, la natura rappresenta per me un’ancora di salvezza, una delle poche risorse a rendere ancora il mondo un posto in cui vale la pena vivere. Già, perché soltanto guardare il cielo, il mare, le montagne, i loro colori e le loro sfumature mi fa stare meglio, perché osservare qualsiasi animale, sentire il canto degli uccellini, ascoltare i suoni che la natura compone elimina ogni dubbio, ogni insicurezza, ogni dispiacere.
Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, e mai come in questo periodo storico l’abbiamo vista così rigogliosa, così splendente (ho scritto anche una poesia in proposito dedicata allo scrittore Luis Sepúlveda, che potete trovare qui). Da sempre l’essere umano pensa di poter essere il padrone di questo Pianeta sfruttandolo a proprio piacimento, ma in realtà non è affatto così. Dovremmo ringraziarlo ogni giorno perché ci offre tutto. La Terra è indispensabile per permetterci di vivere ed esistere. Senza di Lei noi non saremmo qui. Noi non siamo indispensabili. Ne facciamo parte, questo è vero, ma esattamente come tutti gli altri animali, i fiori, le piante, gli alberi e tutte le meraviglie che ospita questo meraviglioso Pianeta, che certe volte dimentichiamo di rispettare, come se fosse una cosa da niente. Tendiamo all’egoismo, al menefreghismo, non ci interessiamo minimamente dei danni che abbiamo recato e continuiamo a recare. È triste vedere persone che non credono al fatto che la plastica stia invadendo gli oceani e distruggendo l’ecosistema marino, che il cambiamento climatico non esista e sia soltanto una bufala, che senza l’uomo la Terra sarebbe morta, quando in realtà noi siamo soltanto minuscole entità in un mondo popolato da miliardi di organismi viventi.
Ricordiamoci che nulla ci appartiene in questo mondo, nemmeno il più piccolo elemento. Non diamo mai niente per scontato, perché la Terra può essere splendida, ma anche immensamente brutale.

Spietato

‪Spietato‬
‪organismo,‬
‪virus terrificante‬
‪che non risparmia‬
‪niente,‬
‪che non conosce‬
‪pietà,‬
‪tenerezza‬
‪o diversità,‬
‪ma rende serena‬
‪una Natura imbestialita,‬
‪ora serena
‪e libera‬
‪dall’operato umano.‬
‪Adesso è Lei‬
‪a guardare‬
‪ogni giorno‬
‪finestre di volti‬
‪ormai privi di luce‬
‪mentre là fuori‬
‪germogliano‬
‪fiori colorati‬‬
‪e la nostra stella
splende luminosa
nel limpido cielo,
‪come mai‬
‪prima d’ora.‬

Laura Berardi, 16 aprile 2020, dedicato allo scrittore Luis Sepúlveda, scomparso oggi a causa del Coronavirus

Il problema è la “normalità”

Covid-19, non torniamo alla normalità. La normalità è il problema ...

Ho trovato per caso questa immagine sul web che mi ha fatto riflettere molto. In questo periodo abbiamo trovato il tempo per pensare un po’ a noi stessi, alla strana condizione in cui ci siamo venuti a trovare e che fino a tre mesi fa sembrava impossibile che ci capitasse.
E si è parlato anche tanto del concetto di “normalità”. Ora, premesso che io non sono una psicologa e che forse io sono l’ultima persona al mondo che può disquisire di questo termine (perché io non l’ho mai vissuta nel vero senso della parola), vorrei comunque esprimere la mia opinione in merito. Ho sempre pensato che la normalità fosse soltanto una convenzione sociale dietro cui nasconderci e celare il nostro io. Non lo facciamo di proposito, ma se esaminassimo tutti gli esseri umani, capiremmo che nessuno è normale, semplicemente perché la normalità non esiste e non esisterà mai. Viviamo in una società in cui l’apparenza è diventata un elemento essenziale della nostra vita. Eppure ognuno di noi dovrebbe avere la libertà di esprimersi come vuole, ovviamente sempre nel rispetto degli altri.
Fin da piccoli veniamo educati rigorosamente per poter costruire la nostra identità sociale, e questo va bene. Il problema è quando ci lasciamo condizionare dalle convenzioni sociali e dal giudizio altrui. Mi viene in mente per esempio il tema del matrimonio e dei figli. Una persona che desidera stare da sola è ritenuta asociale e incapace di stare al mondo. Una coppia che non vuole sposarsi viene reputata superficiale e poco incline all’impegno. Al contrario una coppia sposata senza figli viene considerata egoista.
Come vedete, ci sarà sempre qualcuno che criticherà le nostre scelte e il nostro modo di essere, ma non dobbiamo cadere nell’errore di faci condizionare. Se stiamo bene con noi stessi e rispettiamo il senso civico e gli altri, per quale motivo dovremmo inseguire un’ideale che non esiste? Piuttosto impariamo a confrontarci con le persone per avere l’opportunità di arricchirci e di scoprire cose che non avremmo mai pensato potessero davvero esistere.
Ognuno può dare il proprio contributo sociale nel modo che ritiene più appropriato. In fondo la bellezza del mondo risiede proprio nella diversità ed è proprio quest’ultima che ci rende unici.

Immagine dal web

Confessioni

Se c’è una cosa che ho imparato nella mia vita è che l’apparenza può ingannare moltissimo, soprattutto nella società di oggi, dove i social network hanno ormai conquistato il mondo. Chiunque può sembrare felice ed appagato in una semplice foto e in realtà nascondere un grande dolore. O viceversa c’è chi non perde mai occasione di lamentarsi pur avendo una vita soddisfacente.
In questo periodo di quarantena forzata, non ho potuto fare a meno di notare che alla maggioranza delle persone giustamente manca la normalità, la libertà di poter uscire, di potersi esprimere come meglio crede. Ecco, io vi voglio confessare una cosa: nelle ultime settimane, la mia vita non è cambiata granché, anzi è quasi uguale a prima. Per motivi di salute e psicologici, ho sempre condotto un’esistenza piatta, annientata dalla paura del giudizio degli altri e di fallire miseramente. È vero, le circostanze non mi sono state molto favorevoli, ma devo ammettere che io non ho mai avuto il coraggio di combatterle, di affrontarle mettendomi in gioco, buttandomi nelle situazioni. Ho sempre preferito la via della fuga, perché non mi sono mai sentita all’altezza di potermi confrontare con gli altri. È facile scappare dalle proprie paure e dalle proprie responsabilità, ma vi posso assicurare che quando ci si trova in determinate condizioni risulta difficile persino fare le cose più semplici. Ammiro chi, nonostante tutti gli ostacoli che la vita gli pone, riesce comunque a condurre una vita colma di attività, di emozioni e di meravigliose esperienze. Io non ce l’ho mai fatta. Le paure hanno sempre vinto su di me e io non ho mai fatto nulla per contrastarle. Certamente non vivo una situazione normale, da quando ero piccola ho sempre dovuto combattere contro i pregiudizi della gente, che è costantemente saltata alle conclusioni ancor prima di conoscermi. Ed è tremendamente pesante dover dimostrare ogni volta il contrario.
Non ho mai parlato di questa cosa, perché come sempre avevo paura del giudizio, ma dovrei imparare a dire che il mio futuro dipende soltanto da me, non dagli altri, ad andare avanti, a prescindere dalle mie condizioni fisiche e psicologiche, perché è molto meglio agire e fallire, piuttosto che crogiolarsi nel proprio dolore.
Penso che questo periodo di quarantena servirà a tutti per ragionare sull’importanza della vita, di ciò che abbiamo e di quello che vorremmo. Per quanto mi riguarda, spero che in futuro avrò più coraggio di affrontare con serenità ogni cosa, perché finora non l’ho mai avuto e l’ultima cosa che vorrei è vivere una vita di rimpianti.

Imprescindibile

Inutile
cercare
di trasformare
il rosso tramonto
in un’alba,
di pensare di cambiare
l’imprescindibile certezza
di essere totalmente
inadeguati
alla vita,
alla morte,
all’amore.
Cosa sia io
per questo mondo
non lo so,
conosco soltanto
il senso di colpa
che provo ogni giorno
nel gravare
sull’esistenza altrui,
consapevole che
non morirà mai.

Laura Berardi, 24 febbraio 2020

Vertigine

Alti alberi,
‪un cielo azzurro‬
‪e irraggiungibile,‬
‪mentre intorno‬
‪domina il vuoto‬
‪incolmabile‬
‪di un’esistenza sprecata‬
‪e sale la vertigine,‬
cresce sempre più,‬
‪pian piano invade‬
‪corpi già smarriti,‬
‪anime perse‬
‪che vagano‬
‪senza meta,‬
‪senza conoscere‬
‪le meraviglie‬ nascoste
‪dietro‬ le insidie
di una vita buia.‬

Laura Berardi, 22 gennaio 2020