Andrà tutto bene

Non è facile, lo so. È difficile perché si è abituati ai ritmi frenetici, alle scadenze di lavoro, agli hobby, alle uscite con gli amici. Mancano i baci, mancano gli abbracci con le persone a cui si vuole bene. Questa permanenza in casa risulta soffocante per chi è sempre fuori per lavoro o per divertimento. Ma sono sicura che il sacrificio che stanno facendo tutti in questo momento alla fine sarà ripagato. Medici, infermieri e tutto il personale sanitario lavorano giorno e notte per tentare di fermare questo virus, per guarire ogni singolo paziente. E io li ringrazierò sempre per questo, perché loro sono angeli e grazie al loro costante impegno si potrà guardare avanti senza paura.

Non temete, arriverà il giorno in cui si andrà in piazza a festeggiare la fine di quest’inferno, ci si riabbraccerà con tutto l’amore del mondo e si capirà una volta per tutte che nulla è scontato, nemmeno la cosa più semplice, come prendere un caffè al bar sotto casa. Alcune persone sono sempre costrette a vivere in casa e non possono avere possibilità di scelta, oppure sono impossibilitate a compiere i gesti quotidiani della vita, anche quelli apparentemente più facili. Forse questo brutto periodo servirà a riflettere sull’importanza della vita, ad apprezzare ogni singolo momento, ogni istante. Prendiamo esempio dai bambini, che in questi giorni difficili stanno colorando le nostre vite con arcobaleni colmi di immensa speranza. Come hanno disegnato anche i miei nipotini, sono convinta che ANDRÀ TUTTO BENE!

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Momenti

Oggi si celebra il cosiddetto “Blue Monday”, che secondo la pseudoscienza è il giorno più triste dell’anno per gli abitanti dell’emisfero boreale. L’invenzione di questa data così particolare, che generalmente coincide con il terzo lunedì del mese di gennaio, è da attribuire allo psicologo Cliff Arnall, che addirittura ha elaborato un’equazione (priva di ogni fondamento scientifico) per spiegare come mai in questo giorno siamo più tristi, partendo dai dati statistici delle compagnie di viaggio.
Ora, senza scendere nei particolari, personalmente credo che la felicità e la tristezza siano concetti un po’ troppo eterei. In fondo, se ci pensiamo bene, sono i momenti quelli che contano maggiormente nella vita, belli o brutti che siano. Ci ricordiamo di particolari periodi perché li abbiamo vissuti intensamente, mentre di altri non conserviamo nemmeno un frammento, non perché non ci hanno dato nulla, ma semplicemente perché siamo stati troppo assorbiti dal quotidiano per rendercene conto. È per questo che dico sempre che bisogna viversi totalmente ogni attimo della vita, che è necessario imparare dai brutti momenti e godersi quelli sereni, perché anche quando le circostanze sembrano tutte sfavorevoli, c’è sempre del buono in ogni cosa: anche una piccolissima parte può fare la differenza. Ovviamente un altro discorso è che la vita sia dolce con alcuni e spietata con altri: quella si chiama ingiustizia. Credetemi, io ne so qualcosa. Ma, se ci focalizziamo sempre sull’operato e sulle fortune altrui, non andremo mai avanti e non ricaveremo mai nulla da noi stessi. La tristezza e la felicità sono universi troppo evanescenti per esistere davvero. Sono i momenti che rendono la vita reale, e sono proprio quegli attimi che ci permettono di vivere totalmente.