Casa

‪Esistono fiori‬
‪che nascono,‬
‪crescono‬
‪e si godono‬
‪la bella vista‬
‪di un luogo‬
‪tranquillo,‬
‪di un prato‬
‪curato‬
‪e colmo di pace‬
‪e serenità,‬
‪altri che devono‬
‪essere sempre‬
‪alla ricerca‬
‪di un posto sicuro‬
‪che li accolga
con tutto
l’amore del mondo,
‪che dia loro‬
‪la libertà‬
‪di poter‬
‪finalmente vivere‬
‪senza alcuna‬
‪restrizione,‬
‪splendendo
di luce abbagliante
e brillando‬
‪eternamente‬
‪di colori‬
‪più sgargianti‬
‪che mai.‬

Laura Berardi, 20 giugno 2020, scritta in occasione della Giornata internazionale del rifugiato

Fratelli

L’odio genera odio,
la violenza genera violenza.
Un conflitto genera conflitti ancor più grandi.
Noi dobbiamo far fronte alla forza dell’odio
con la forza dell’amore.
Martin Luther King Jr

Qualche giorno fa, a Minneapolis, negli USA, un cittadino afroamericano, George Floyd, è stato fermato dalla polizia ed è morto soffocato. Uno dei poliziotti gli ha poggiato il ginocchio sul collo per fermarlo, nonostante George fosse disarmato. Non ha potuto fare nulla per difendersi, soltanto implorare di lasciarlo perché non respirava più. Ma le sue suppliche non sono servite a niente. Gli altri poliziotti sono rimasti lì, a guardare quella scena, come se stessero assistendo ad un film. Nessuno che ha pensato di intervenire, di fermare il loro collega, che soltanto nelle ultime ore è stato arrestato. Gli altri sono stati semplicemente licenziati.
Dopo questo orribile episodio, si sono scatenate molte rivolte negli Stati Uniti, alcune molto violente. Eppure, proprio come Martin Luther King, io credo che la violenza generi altra violenza, scatenando una reazione a catena difficile da fermare. Le parole sembrano non bastare, ma in realtà possono avere un potere straordinario sull’opinione pubblica. E quelle parole sono fondamentali. Anche se dopo anni di battaglie, di lotte per l’uguaglianza, per l’unità e per la fratellanza, accadono ancora oggi episodi di discriminazione che annientano l’umanità, la disintegrano in una polvere velenosa capace di distruggere ogni cosa. Perché quelle lotte per i diritti non avrebbero nemmeno dovuto esserci. Perché nulla può essere un motivo di discriminazione. Lo stato sociale, il colore della pelle, l’orientamento sessuale, la disabilità. Nessuno ha il diritto di trattare male una persona in base ad una caratteristica fisica o una condizione esistenziale. Per niente al mondo. Soprattutto se si ha il compito di rendere il mondo un luogo più pacifico, lontano dalle guerre, dalla violenza. Chi abusa di questo potere per far del male non è in grado di vivere in una società, di essere in pace con se stesso e con gli altri e utilizza la violenza per riscattarsi, pur sapendo che essa è proprio il fulcro della malvagità. Ed è abominevole che accadano ancora episodi di discriminazione come quello di George.
Fino a quando non capiremo che siamo tutti fratelli e godiamo tutti degli stessi diritti, fino a quando non comprenderemo che siamo semplicemente esseri umani desiderosi di vivere la nostra vita rispettando quella degli altri, il mondo non sarà mai un posto migliore.

Pasqua

Come già sapete, io non sono credente, quindi questa giornata non dovrebbe interessarmi. Eppure oggi è diverso. Mi dispiace da morire non trascorrere questo giorno con i miei nipotini e con i miei nonni anziani, perché so quanto loro ci tengano. Quasi sempre ho passato queste feste con i miei familiari. Oggi invece la solitudine si fa sentire ancora di più. Certamente i mezzi di comunicazione aiutano, ma il contatto fisico è un’altra cosa, lo sappiamo bene. Spero che quando questa quarantena finirà avremo tutti capito quali sono i valori della vita e che apprezzeremo un po’ di più quello che abbiamo.
Detto ciò, vi auguro con tutto il cuore di trascorrere una giornata serena e all’insegna della pace, per quanto sia possibile in questo periodo. Anche a distanza, cerchiamo di restare uniti!

Buona Pasqua a tutti!

Stanca

Sono terribilmente stanca. Stanca che ci siano ancora individui privi di sensibilità. Stanca dei pregiudizi. Stanca delle stupide etichette sociali. Stanca che nel 2020 si utilizzi la politica per sputare veleno su chi la pensa diversamente.

Ognuno di noi ha un piccolo mondo dentro, in cui navigano segreti, paure, emozioni e sensazioni uniche che non proverà mai nessun altro. Ho sempre pensato che ogni dolore ha un proprio vissuto, una propria identità, un proprio essere: in breve, è estremamente personale. Per questo mi sorprendo ancora quando la gente si permette di giudicare la vita altrui, senza conoscere nulla di quella persona o di una determinata situazione.

Questo ha fatto così, quello è poco carino, l’altro non veste alla moda, quell’altro ancora cammina male. Non dovremmo etichettare nessuno per una loro caratteristica fisica o comportamentale, perché ogni essere vivente ha un proprio vissuto e le proprie esperienze. Definire una persona in base al colore della pelle, all’estrazione sociale, ad una particolarità fisica o mentale o alla disabilità costituisce una mancanza di rispetto e civiltà, oltre che una grande immoralità. Siamo semplicemente delle persone nate per dare un contributo all’umanità, chi di più, chi di meno.

E non importa in quale religione credi, se sei nero, bianco, giallo o di qualsiasi altro colore, se ti piacciono gli uomini o le donne, se hai una disabilità intellettiva o motoria o se sei dislessico o disgrafico. Sei semplicemente tu, con ogni difetto o pregio. E non devi cambiare perché te lo dicono gli altri. Migliorati sempre, ma soltanto per te stesso, perché alla fine sarai unicamente tu la tua vittoria più grande.

Inarrestabile

Odio,
minacce,
come l’uomo
può trarre piacere
da un mondo
di inarrestabile violenza?
Luce di pace,
di speranza
illuminaci
con il tuo bagliore accecante,
ché tutti possano
splendere inevitabilmente
nell’armonia
e nell’amore.

Laura Berardi, 6 gennaio 2020

La magia del Natale

Il giorno di Natale è sempre magico, per chiunque. Qualcuno mi giudicherà ipocrita perché festeggio il Natale anche se non sono credente, ma vi posso dire che non è così. Fin da piccola ho sempre celebrato questa ricorrenza con la mia famiglia: ricordo che alla vigilia aspettavo con ansia i regali di Babbo Natale e la mattina seguente li guardavo con un entusiasmo infinito, con gli occhi ingenui di chi non crede a ciò che vede. Quanto mi manca quella spensieratezza, quanto darei per tornare ad avere quegli occhi ancora in attesa di scoprire il mondo. Ora è tutto più complicato, ma al tempo stesso mi piace l’atmosfera del Natale. Amo gli addobbi festivi e le luci calorose di ogni città. Amo chi, nonostante non si faccia sentire spesso, si ricorda di farmi gli auguri. Amo le risate a tavola. Amo la gioia dei bambini nel vedere i regali sotto l’albero. Ma soprattutto amo trascorrere delle giornate in famiglia, con i vari parenti o amici, perché questi giorni servono a ricordarci anche l’importanza di stare con chi ci ama, di saper donare anche semplicemente un sorriso, indipendentemente da tutto.
Ognuno ha il proprio Natale. Questo è il mio, anche da non credente. Vi auguro dei sereni giorni di festa da condividere con chi vi dona soltanto tranquillità e armonia, con chi vi fa stare davvero bene e in pace con voi stessi e con gli altri.

Buon Natale a tutti!

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“La Pace inizia con un Sorriso”

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Tutta questa violenza nel mondo rappresenta l’essenza dell’uomo: un essere vivente che vuole continuamente sovrastare l’altro, lo vuole sottomettere con la scusa di una religione, di un’idea politica, di una caratteristica fisica.
La guerra in Siria, gli attentati in Belgio e in Pakistan sono tutti espressione di un eterno desiderio di potere.
Eppure c’è chi vorrebbe uscire di casa senza preoccuparsi di incontrare un estraneo, di andare tranquillamente in stazione, in aeroporto, di prendere una metro.
Tutti vorrebbero la pace nel mondo, a volte un sorriso può essere l’inizio di un cammino, proprio come affermava Madre Teresa.

Immagine dal web

Violenza gratuita

Bisogna spegnere la violenza piuttosto che l’incendio.

Eraclito

Questo non è un mondo, è una tortura, una mafia inaudita. Pochi giorni fa a Napoli un ragazzino di quattordici anni è stato seviziato solo per qualche chilo di troppo. Gli hanno perforato l’intestino con un compressore. “È stato solo un gioco”, hanno sostenuto gli aggressori. E i familiari li approvano, li supportano, negano l’evidenza dei fatti.

Per loro è divertimento, per me è malvagità gratuita, vigliaccheria, cattiveria infinita. Quel povero ragazzo è stato umiliato pubblicamente, volevano fargli perdere ogni dignità, senza accorgersi che loro non l’hanno mai avuta. Non ci sono riusciti, lui tornerà a vivere più forte di prima, con un famiglia che lo sosterrà sempre.