Errori

Passano i mesi,
gli anni,
ma non cambia
il senso
di frustrazione
insito in me.
Il dolore
di non saper
fare nulla
mi logora,
annienta
ogni mio proposito,
ogni mia iniziativa,
e mi tortura
ricordandomi
ogni giorno
tutti i miei errori
e spingendomi
sempre più
verso un 
abisso
denso soltanto
delle mie colpe.

Laura Berardi, 16 marzo 2020

Palindroma

Già da parecchi giorni si parla di questa domenica come di un giorno particolare. Mi chiedevo il perché, poi ho scoperto che oggi è 02/02/2020: una data polindroma, ossia che da qualunque verso la si legge, il risultato è lo stesso. Molti sostengono che questo sia un giorno fortunato per tutti (non per la sottoscritta, dato che la tosse e il raffreddore mi tormentano da una settimana), ma mi piace pensare che ognuno può interpretare qualsiasi cosa come desidera, dandole sempre un significato diverso.
Al di là della superstizione, vorrei soffermarmi sul termine palindromo: questa parola deriva, come riporta il Vocabolario Treccani, “dal gr. παλίνδρομος «che corre all’indietro», comp. di πάλιν «all’indietro, all’inverso» e tema di δραμεν «correre»]”. Questo mi porta inevitabilmente ad una riflessione: anche io posso definirmi un po’ palindroma, nel senso che spesso mi capita di vagare indietro con la mente e di ripensare ad un passato che ormai non tornerà mai più. A volte i rimorsi mi divorano, annientano ogni mia speranza, perché tutta la mia vita è stata limitata dalla paura di non farcela, di non essere all’altezza degli altri, portandomi così in un limbo infernale in cui il mio essere si è pian piano annullato del tutto. Quanto vorrei rivivere ogni giorno della mia vita con più serenità, senza il timore di essere sempre un peso, senza la preoccupazione di recare agli altri soltanto problemi. Se potessi tornare indietro, non rinuncerei a nulla. Anzi, anche a costo di soffrire di più, mi tufferei a capofitto su tutte le esperienze possibili, perché questa è la vita, un mare di sensazioni positive e negative che si intersecano l’una con l’altra come in un gomitolo di lana. Purtroppo la macchina del tempo non esiste ancora, dunque crogiolarsi nel passato risulta del tutto inutile, bisognerebbe guardare avanti e affrontare ogni giorno con la convinzione di dare il massimo per ciò in cui si crede. Io non sono mai stata così, nel mio caso la paura e i ricordi passati hanno sempre preso il sopravvento e non ho saputo dominarli in nessun caso. Probabilmente un giorno cambierò, lentamente sconfiggerò tutti i miei timori e uscirò dal limbo dei rimpianti, ma in questo preciso periodo la vedo molto dura. Non perché non ci sia la volontà, ma perché è difficile cambiare il proprio carattere da un giorno all’altro, come se i ricordi dolorosi non esistessero. Molto spesso mi accusano di essere insensibile: sicuramente è vero, ma vi posso assicurare che prima non ero assolutamente così. Questa società mi ha indotto a costruire un muro davanti a me, mi ha insegnato a reprimere le emozioni per non subire l’ennesima umiliazione, mi ha reso una persona incapace di dare affetto, di provare sensazioni positive, di dimenticare i dolori del passato. Come si suol dire, ciò che non mi ha ucciso mi ha fortificato, forse nel mio caso anche troppo.

Memoria

‪Odio,‬
‪terrore,‬
‪violenza inaudita,‬
‪non si può cancellare‬
‪dalla memoria
‪un brutale passato‬
‪di spietato dolore,‬
‪ché l’atroce sofferenza‬
‪di poveri innocenti‬
‪non si reprimerà più,‬
‪ma urlerà‬
‪con immensa forza‬
‪nel cuore di ognuno,‬
‪per sempre.‬

Laura Berardi, 27 gennaio 2020

Immagine dal web

Nadia

Risultati immagini per nadia toffa

Non è il quanto vivi, ma come vivi. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte. Vedremo quanto tempo avrò ancora, ma non credo molto”.

Queste sono le parole di Nadia Toffa nell’ultimo video rilasciato alla trasmissione televisiva “Le Iene”, girato poco prima di Natale 2018 e andato in onda lo scorso martedì. Io non volevo vederlo, ma quando quando per caso mi ci sono imbattuta, non ne ho potuto fare a meno. Perché quelle parole ti catturano, ti entrano a capofitto nel cuore, ti sembrano dolci e brutali allo stesso tempo. Quanta verità. Perché uno può vivere anche cent’anni senza un briciolo di serenità. Ed è allora che la vita diventa pesante. Dovremmo ricordarci di questa frase ogni mattina, quando apriamo gli occhi e scorgiamo i raggi di sole che entrano dalla finestra. Perché non tutti possono affrontare la giornata normalmente, non tutti possono alzarsi dal letto, non tutti possono vedere quel briciolo di luce invadere la nostra stanza. Perché c’è chi è più sfortunato di noi. Impariamo dunque ad apprezzare quello che abbiamo, perché da un giorno all’altro potrebbe non esserci più, potrebbe tutto cambiare. In fondo la vita è proprio questo, un continuo fluire di cose, di esperienze, belle o brutte che siano. A volte la nostra esistenza diventa un percorso a ostacoli, una lotta infinita contro ogni genere di problemi, ma ricordiamoci che può anche essere un dono meraviglioso. E Nadia lo sapeva.

Nadia è morta il 13 agosto, poco meno di due mesi fa. Guardando il suo ultimo video, nel suo sguardo ho notato l’amara consapevolezza di non poter fare nulla per sconfiggere il male che l’assediava, ma non ho mai scorto un’ombra di rassegnazione. Al contrario, ho visto un’infinita voglia di vita, l’immenso desiderio di combattere contro tutto e tutti. Ed è proprio questo che mi ha lasciata senza parole: Nadia era consapevole delle proprie condizioni di salute, ma non si è mai arresa, nemmeno il giorno della sua morte, perché amava troppo la vita. E non si arrenderà mai, nemmeno ora, perché il suo ricordo è quello di una donna forte, coraggiosa, senza paure e senza timore del giudizio altrui. Niente ce la riporterà indietro, ma quel ricordo rimarrà vivo nel cuore di tutti.

Immagine da: https://www.rollingstone.it/politica/nadia-toffa-il-tumore-e-una-battaglia-che-puo-essere-solo-collettiva/473044/