Palindroma

Già da parecchi giorni si parla di questa domenica come di un giorno particolare. Mi chiedevo il perché, poi ho scoperto che oggi è 02/02/2020: una data polindroma, ossia che da qualunque verso la si legge, il risultato è lo stesso. Molti sostengono che questo sia un giorno fortunato per tutti (non per la sottoscritta, dato che la tosse e il raffreddore mi tormentano da una settimana), ma mi piace pensare che ognuno può interpretare qualsiasi cosa come desidera, dandole sempre un significato diverso.
Al di là della superstizione, vorrei soffermarmi sul termine palindromo: questa parola deriva, come riporta il Vocabolario Treccani, “dal gr. παλίνδρομος «che corre all’indietro», comp. di πάλιν «all’indietro, all’inverso» e tema di δραμεν «correre»]”. Questo mi porta inevitabilmente ad una riflessione: anche io posso definirmi un po’ palindroma, nel senso che spesso mi capita di vagare indietro con la mente e di ripensare ad un passato che ormai non tornerà mai più. A volte i rimorsi mi divorano, annientano ogni mia speranza, perché tutta la mia vita è stata limitata dalla paura di non farcela, di non essere all’altezza degli altri, portandomi così in un limbo infernale in cui il mio essere si è pian piano annullato del tutto. Quanto vorrei rivivere ogni giorno della mia vita con più serenità, senza il timore di essere sempre un peso, senza la preoccupazione di recare agli altri soltanto problemi. Se potessi tornare indietro, non rinuncerei a nulla. Anzi, anche a costo di soffrire di più, mi tufferei a capofitto su tutte le esperienze possibili, perché questa è la vita, un mare di sensazioni positive e negative che si intersecano l’una con l’altra come in un gomitolo di lana. Purtroppo la macchina del tempo non esiste ancora, dunque crogiolarsi nel passato risulta del tutto inutile, bisognerebbe guardare avanti e affrontare ogni giorno con la convinzione di dare il massimo per ciò in cui si crede. Io non sono mai stata così, nel mio caso la paura e i ricordi passati hanno sempre preso il sopravvento e non ho saputo dominarli in nessun caso. Probabilmente un giorno cambierò, lentamente sconfiggerò tutti i miei timori e uscirò dal limbo dei rimpianti, ma in questo preciso periodo la vedo molto dura. Non perché non ci sia la volontà, ma perché è difficile cambiare il proprio carattere da un giorno all’altro, come se i ricordi dolorosi non esistessero. Molto spesso mi accusano di essere insensibile: sicuramente è vero, ma vi posso assicurare che prima non ero assolutamente così. Questa società mi ha indotto a costruire un muro davanti a me, mi ha insegnato a reprimere le emozioni per non subire l’ennesima umiliazione, mi ha reso una persona incapace di dare affetto, di provare sensazioni positive, di dimenticare i dolori del passato. Come si suol dire, ciò che non mi ha ucciso mi ha fortificato, forse nel mio caso anche troppo.

Memoria

‪Odio,‬
‪terrore,‬
‪violenza inaudita,‬
‪non si può cancellare‬
‪dalla memoria
‪un brutale passato‬
‪di spietato dolore,‬
‪ché l’atroce sofferenza‬
‪di poveri innocenti‬
‪non si reprimerà più,‬
‪ma urlerà‬
‪con immensa forza‬
‪nel cuore di ognuno,‬
‪per sempre.‬

Laura Berardi, 27 gennaio 2020

Immagine dal web

Momenti

Oggi si celebra il cosiddetto “Blue Monday”, che secondo la pseudoscienza è il giorno più triste dell’anno per gli abitanti dell’emisfero boreale. L’invenzione di questa data così particolare, che generalmente coincide con il terzo lunedì del mese di gennaio, è da attribuire allo psicologo Cliff Arnall, che addirittura ha elaborato un’equazione (priva di ogni fondamento scientifico) per spiegare come mai in questo giorno siamo più tristi, partendo dai dati statistici delle compagnie di viaggio.
Ora, senza scendere nei particolari, personalmente credo che la felicità e la tristezza siano concetti un po’ troppo eterei. In fondo, se ci pensiamo bene, sono i momenti quelli che contano maggiormente nella vita, belli o brutti che siano. Ci ricordiamo di particolari periodi perché li abbiamo vissuti intensamente, mentre di altri non conserviamo nemmeno un frammento, non perché non ci hanno dato nulla, ma semplicemente perché siamo stati troppo assorbiti dal quotidiano per rendercene conto. È per questo che dico sempre che bisogna viversi totalmente ogni attimo della vita, che è necessario imparare dai brutti momenti e godersi quelli sereni, perché anche quando le circostanze sembrano tutte sfavorevoli, c’è sempre del buono in ogni cosa: anche una piccolissima parte può fare la differenza. Ovviamente un altro discorso è che la vita sia dolce con alcuni e spietata con altri: quella si chiama ingiustizia. Credetemi, io ne so qualcosa. Ma, se ci focalizziamo sempre sull’operato e sulle fortune altrui, non andremo mai avanti e non ricaveremo mai nulla da noi stessi. La tristezza e la felicità sono universi troppo evanescenti per esistere davvero. Sono i momenti che rendono la vita reale, e sono proprio quegli attimi che ci permettono di vivere totalmente.

Tempo di compleanni

Il tempo passa e io divento sempre più vecchia. Oggi è il mio compleanno. Ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con questo giorno. Da una parte c’è il rapido scorrere del tempo, che sembra un treno in corsa che va spedito e non si arresta mai, nemmeno per una piccola fermata. Dall’altra c’è l’affetto di chi mi vuole bene, che celebra il mio compleanno con immenso amore. In questi ultimi anni ho imparato ad apprezzare maggiormente questo giorno, ad affrontarlo sempre col sorriso, perché viene una volta l’anno e me lo voglio godere fino in fondo. Ho capito che anche le piccole ricorrenze vanno celebrate, che sia un compleanno, un onomastico o una qualsiasi altra cosa.
La vita è una sola, è breve, dunque festeggiatela sempre, anche quando sembra che non ne valga la pena. Godetevi ogni giorno fino all’ultimo secondo, perché alla fine il senso di appagamento trionferà su ogni malinconia.

Ah, quasi dimenticavo: TANTI AUGURI A ME!IMG_0500