Libertà

Fate ciò che vi emoziona,

che vi fa battere il cuore

all’impazzata,

sentitevi come un cavallo

che corre libero nelle distese,

amatevi invece di combattere,

perché non c’è nulla di più bello

di una vita di pace, armonia

e libertà.

 

Laura Berardi, 12 ottobre 2019

Nadia

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Non è il quanto vivi, ma come vivi. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte. Vedremo quanto tempo avrò ancora, ma non credo molto”.

Queste sono le parole di Nadia Toffa nell’ultimo video rilasciato alla trasmissione televisiva “Le Iene”, girato poco prima di Natale 2018 e andato in onda lo scorso martedì. Io non volevo vederlo, ma quando quando per caso mi ci sono imbattuta, non ne ho potuto fare a meno. Perché quelle parole ti catturano, ti entrano a capofitto nel cuore, ti sembrano dolci e brutali allo stesso tempo. Quanta verità. Perché uno può vivere anche cent’anni senza un briciolo di serenità. Ed è allora che la vita diventa pesante. Dovremmo ricordarci di questa frase ogni mattina, quando apriamo gli occhi e scorgiamo i raggi di sole che entrano dalla finestra. Perché non tutti possono affrontare la giornata normalmente, non tutti possono alzarsi dal letto, non tutti possono vedere quel briciolo di luce invadere la nostra stanza. Perché c’è chi è più sfortunato di noi. Impariamo dunque ad apprezzare quello che abbiamo, perché da un giorno all’altro potrebbe non esserci più, potrebbe tutto cambiare. In fondo la vita è proprio questo, un continuo fluire di cose, di esperienze, belle o brutte che siano. A volte la nostra esistenza diventa un percorso a ostacoli, una lotta infinita contro ogni genere di problemi, ma ricordiamoci che può anche essere un dono meraviglioso. E Nadia lo sapeva.

Nadia è morta il 13 agosto, poco meno di due mesi fa. Guardando il suo ultimo video, nel suo sguardo ho notato l’amara consapevolezza di non poter fare nulla per sconfiggere il male che l’assediava, ma non ho mai scorto un’ombra di rassegnazione. Al contrario, ho visto un’infinita voglia di vita, l’immenso desiderio di combattere contro tutto e tutti. Ed è proprio questo che mi ha lasciata senza parole: Nadia era consapevole delle proprie condizioni di salute, ma non si è mai arresa, nemmeno il giorno della sua morte, perché amava troppo la vita. E non si arrenderà mai, nemmeno ora, perché il suo ricordo è quello di una donna forte, coraggiosa, senza paure e senza timore del giudizio altrui. Niente ce la riporterà indietro, ma quel ricordo rimarrà vivo nel cuore di tutti.

Leggere è vita

Come ho già scritto più volte, una delle mie più grandi passioni è la lettura. Leggere mi fa sentire viva, mi trasmette ogni genere di emozioni, di sensazioni che un film o una serie tv non mi hanno mai fatto provare. Quando leggo un libro (di qualsiasi genere), è come se le sue parole mi entrassero dentro, mi invadessero: ed è lì che nasce l’immaginazione. I film tratti dai romanzi che abbiamo letto non sono mai come li abbiamo immaginati, perché, come affermava Albert Einstein, “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto“. Ed è proprio questo che fa la lettura. Ti fa immaginare paesaggi, situazioni, sentimenti. Tutto, insomma. Almeno personalmente, in questo periodo difficile della mia vita, leggere mi fa sentire meno sola, mi dà un briciolo di quella speranza ormai perduta, smarrita, ma desiderosa di ritrovare la strada giusta. Quando pensate che non ci sia via d’uscita, leggete ciò che vi piace, lasciatevi trasportare dalle parole, dalle emozioni, dall’immaginazione, perché poi vi renderete conto che ne sarà valsa la pena.

Un giorno può cambiare una vita

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NEW YORK, NY- The second hijacked plane is seen moments before striking the second tower of the World Trade Center on September 11, 2001. (photo credit: Masatomo Kuriya/Corbis)

11 settembre 2001. Diciotto anni fa le nostre vite (almeno la mia) sono cambiate per sempre, anche se gli Stati Uniti d’America sono lontani, anche se un grande oceano ci separa. Da lì sono iniziati ufficialmente gli scontri con gli estremisti islamici, che continuano tutt’oggi. Quel giorno guardavo la tv con gli occhi increduli di una bimba ingenua. Forse è per questo motivo che lo ricordo come se fosse ieri. Da quel momento mi sono resa conto di cosa è capace l’essere umano. Soltanto quando lo vivi o lo senti, capisci la crudeltà dell’uomo. Non bastano i libri, i film, le lezioni di storia. Eppure, se guardiamo indietro, l’uomo ha sempre agito con violenza: basti pensare ad esempio alla Seconda Guerra Mondiale, alle sofferenze atroci delle vittime della Shoah, alle bombe atomiche scagliate dagli stessi Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki, all’attentato alla Stazione di Bologna, al rapimento di Aldo Moro.
Il primo impatto però resta. E la domanda che mi sono fatta quel giorno è: perché? Ancora oggi me lo chiedo, e non ho trovato alcuna risposta, perché purtroppo la violenza umana non finirà mai.
Mi è stato detto una volta: l’essere umano troverà sempre una scusa per fare la guerra. Non ne ho mai capito il motivo, ma in fondo non c’è una verità più grande di questa.