Estate

‪Cielo sereno‬
‪o nero di nubi,‬
‪pelle nutrita‬
‪dai raggi‬
‪di un sole‬
‪caldissimo,‬
‪capace‬
‪di inondare‬
‪alcuni‬
‪di sorrisi pieni
di vita,
‪di spensieratezza
totale‬
‪e di immensa
speranza,‬
‪altri‬
‪di malinconia,‬
‪di un cumulo‬
‪di tristezza‬
‪che cresce‬
‪sempre di più,‬
‪che invade‬
‪corpi‬
‪già deboli,‬
‪ma rinvigoriti‬
‪soltanto‬
‪dal pungente‬
‪freddo‬
‪e dalle infinite
cripte segrete
delle gioie altrui,
celate
‪dietro le mura
di un lungo‬
‪inverno.

Laura Berardi, 12 luglio 2020

È la vita

‪Terremoti‬
‪di emozioni‬
‪felici‬
‪o immensamente‬
‪dolorose,‬
‪turbini‬
‪di sensazioni‬
‪uniche,‬
‪a volte irripetibili,‬
‪altre quotidiane.‬
‪Non è un gioco‬
‪di chi vince‬
‪o chi perde,‬
‪è la vita‬
‪che la Natura‬
‪ci dona,‬
‪è l’esistenza‬
‪che può essere‬
‪dolce e tenera‬
‪o terribilmente‬
‪spietata e maligna,‬
‪capace‬
‪di rendere sereno‬
‪chiunque‬
‪o torturare‬
‪l’animo‬
‪di chi ‬
‪non ha la forza
e il coraggio‬
‪di affrontarla.

Laura Berardi, 3 luglio 2020

Casa

‪Esistono fiori‬
‪che nascono,‬
‪crescono‬
‪e si godono‬
‪la bella vista‬
‪di un luogo‬
‪tranquillo,‬
‪di un prato‬
‪curato‬
‪e colmo di pace‬
‪e serenità,‬
‪altri che devono‬
‪essere sempre‬
‪alla ricerca‬
‪di un posto sicuro‬
‪che li accolga
con tutto
l’amore del mondo,
‪che dia loro‬
‪la libertà‬
‪di poter‬
‪finalmente vivere‬
‪senza alcuna‬
‪restrizione,‬
‪splendendo
di luce abbagliante
e brillando‬
‪eternamente‬
‪di colori‬
‪più sgargianti‬
‪che mai.‬

Laura Berardi, 20 giugno 2020, scritta in occasione della Giornata internazionale del rifugiato

Maschere

Variegate
‪maschere‬
‪celano‬
‪splendidi‬
‪sorrisi,‬
‪sguardi appagati,‬
volti ‪tristi‬
‪o stanchi,‬
‪ma rivelano‬
‪le stelle‬
‪più splendenti,‬
‪le luci‬
‪più abbaglianti,
che rendono
trasparenti
anime pure,
autentiche,
vere
come l’acqua fredda
di un fiume
che scorre
imperterrito.
‪Gli occhi,‬
‪il riflesso‬
‪di una profonda‬
‪intimità,‬
‪di ogni segreto,‬
‪di ogni piccolo‬
‪particolare,‬
‪di ogni singola‬
‪sfumatura di colore‬
‪che illumina‬
‪i nostri giorni,‬
che costruisce
il cammino
del‪la nostra
imprevedibile vita,
che innesca
il motore
di infinite

emozioni.‬

Laura Berardi, 13 giugno 2020, dedicata ad una carissima amica, che oggi compie gli anni.

Essere se stessi

Forse è per il mio vissuto. Forse è per la condizione che mi trovo a vivere ogni giorno da quando ero piccola. Forse è per il mio carattere. Sta di fatto che mi sono sempre sentita diversa dagli altri, non solo fisicamente, ma soprattutto moralmente. In qualunque posto mi trovi, vorrei essere altrove, perché non riesco a trovare la mia dimensione nel mondo. E più vado avanti con gli anni, più mi accorgo di essere serena soltanto nella mia solitudine o con poche altre persone che non mi fanno sentire a disagio. Con il resto del mondo percepisco proprio di non esserne capace. È come se il mio corpo fosse immerso in una bolla di sapone, osservando il mondo dall’esterno. Mi sento di un altro pianeta, sento il mio cervello andare da tutt’altra parte rispetto alla massa, soprattutto in questo periodo, dove dopo le importanti restrizioni imposte dal Coronavirus la gente sembra lottare fino all’ultimo sangue pur di riappropriarsi della propria “normalità” e spiattellarla sui vari Social Network. Ho già parlato a lungo di questa convenzione sociale, dicendo che per me non esiste ed è soltanto un modo per adeguarsi. E credo che la penserò sempre così. E lo stesso discorso vale per l’apparenza. Io stessa ci cado ogni giorno, ma in questi ultimi tempi ho imparato a non nascondermi più.
Molti preferiscono agire come gli altri per sentirsi accettati. Personalmente non sono affatto una persona coraggiosa. Anzi, tendo a fuggire davanti alle difficoltà e a volte il giudizio degli altri e la paura di star male mi bloccano. Ma posso dire di non aver quasi mai seguito la massa, perché mi sembra assurdo che per essere inclusi nella società bisogna adeguarsi a determinate consuetudini, per esempio andare a ballare tutti i weekend oppure recarsi a bere in un locale, altrimenti si è considerati diversi. Penso che sia proprio questo il cancro della società, la paura di essere se stessi. Forse è proprio da qui che nasce la mia inadeguatezza. Non mi accontento della compagnia del primo che capita, ma scelgo chi mi fa stare bene.
Senza sotterfugi, senza alcuna regola, perché in qualsiasi rapporto la cosa più importante è il RISPETTO dell’altra persona, non delle convenzioni sociali.

Spietato

‪Spietato‬
‪organismo,‬
‪virus terrificante‬
‪che non risparmia‬
‪niente,‬
‪che non conosce‬
‪pietà,‬
‪tenerezza‬
‪o diversità,‬
‪ma rende serena‬
‪una Natura imbestialita,‬
‪ora serena
‪e libera‬
‪dall’operato umano.‬
‪Adesso è Lei‬
‪a guardare‬
‪ogni giorno‬
‪finestre di volti‬
‪ormai privi di luce‬
‪mentre là fuori‬
‪germogliano‬
‪fiori colorati‬‬
‪e la nostra stella
splende luminosa
nel limpido cielo,
‪come mai‬
‪prima d’ora.‬

Laura Berardi, 16 aprile 2020, dedicato allo scrittore Luis Sepúlveda, scomparso oggi a causa del Coronavirus

Pasqua

Come già sapete, io non sono credente, quindi questa giornata non dovrebbe interessarmi. Eppure oggi è diverso. Mi dispiace da morire non trascorrere questo giorno con i miei nipotini e con i miei nonni anziani, perché so quanto loro ci tengano. Quasi sempre ho passato queste feste con i miei familiari. Oggi invece la solitudine si fa sentire ancora di più. Certamente i mezzi di comunicazione aiutano, ma il contatto fisico è un’altra cosa, lo sappiamo bene. Spero che quando questa quarantena finirà avremo tutti capito quali sono i valori della vita e che apprezzeremo un po’ di più quello che abbiamo.
Detto ciò, vi auguro con tutto il cuore di trascorrere una giornata serena e all’insegna della pace, per quanto sia possibile in questo periodo. Anche a distanza, cerchiamo di restare uniti!

Buona Pasqua a tutti!

Quarantena

Strade deserte,
prive di emozioni,
di gioia
e di dolore,
di baci passionali
e di gesti
affettuosi.
Non c’è vita,
non c’è amore,
ma soltanto
il contatto
con noi stessi,
così fragili,
così soli,
ma consapevoli
che quando
tornerà il sole
torneremo a sfiorarci,

ad ammirare
con occhi diversi
la 
bellezza

di ogni cosa
e sarà meraviglioso
riscoprire nuovamente
l’amore,
il valore
di un semplice 
abbraccio,

di una serena uscita
con gli amici,
della vita stessa.

Laura Berardi, 11 marzo 2020

Palindroma

Già da parecchi giorni si parla di questa domenica come di un giorno particolare. Mi chiedevo il perché, poi ho scoperto che oggi è 02/02/2020: una data polindroma, ossia che da qualunque verso la si legge, il risultato è lo stesso. Molti sostengono che questo sia un giorno fortunato per tutti (non per la sottoscritta, dato che la tosse e il raffreddore mi tormentano da una settimana), ma mi piace pensare che ognuno può interpretare qualsiasi cosa come desidera, dandole sempre un significato diverso.
Al di là della superstizione, vorrei soffermarmi sul termine palindromo: questa parola deriva, come riporta il Vocabolario Treccani, “dal gr. παλίνδρομος «che corre all’indietro», comp. di πάλιν «all’indietro, all’inverso» e tema di δραμεν «correre»]”. Questo mi porta inevitabilmente ad una riflessione: anche io posso definirmi un po’ palindroma, nel senso che spesso mi capita di vagare indietro con la mente e di ripensare ad un passato che ormai non tornerà mai più. A volte i rimorsi mi divorano, annientano ogni mia speranza, perché tutta la mia vita è stata limitata dalla paura di non farcela, di non essere all’altezza degli altri, portandomi così in un limbo infernale in cui il mio essere si è pian piano annullato del tutto. Quanto vorrei rivivere ogni giorno della mia vita con più serenità, senza il timore di essere sempre un peso, senza la preoccupazione di recare agli altri soltanto problemi. Se potessi tornare indietro, non rinuncerei a nulla. Anzi, anche a costo di soffrire di più, mi tufferei a capofitto su tutte le esperienze possibili, perché questa è la vita, un mare di sensazioni positive e negative che si intersecano l’una con l’altra come in un gomitolo di lana. Purtroppo la macchina del tempo non esiste ancora, dunque crogiolarsi nel passato risulta del tutto inutile, bisognerebbe guardare avanti e affrontare ogni giorno con la convinzione di dare il massimo per ciò in cui si crede. Io non sono mai stata così, nel mio caso la paura e i ricordi passati hanno sempre preso il sopravvento e non ho saputo dominarli in nessun caso. Probabilmente un giorno cambierò, lentamente sconfiggerò tutti i miei timori e uscirò dal limbo dei rimpianti, ma in questo preciso periodo la vedo molto dura. Non perché non ci sia la volontà, ma perché è difficile cambiare il proprio carattere da un giorno all’altro, come se i ricordi dolorosi non esistessero. Molto spesso mi accusano di essere insensibile: sicuramente è vero, ma vi posso assicurare che prima non ero assolutamente così. Questa società mi ha indotto a costruire un muro davanti a me, mi ha insegnato a reprimere le emozioni per non subire l’ennesima umiliazione, mi ha reso una persona incapace di dare affetto, di provare sensazioni positive, di dimenticare i dolori del passato. Come si suol dire, ciò che non mi ha ucciso mi ha fortificato, forse nel mio caso anche troppo.

Parole

‪Sembrano volare,‬
‪ma restano intangibili‬
‪nel cuore,‬
‪nella mente,‬
nelle membra
di ogni creatura
presente
in tal strambo mondo.
‪Parole,‬
‪dolci o spietate,‬
‪di conforto‬
‪o d’inganno,‬
‪di generosità‬
‪o d’ingratitudine,‬
di fiducia
o di pregiudizio,
‪non si strappano mai ‬
‪le loro radici,‬
‪tanto potenti‬
‪da poter‬
‪rendere sereno chiunque‬
‪o invero‬
‪devastare‬
‪un fragile animo.‬

Laura Berardi, 13 gennaio 2020