Menzogne

Si nutre soltanto
di sporche menzogne
e di false apparenze
tal mondo perfetto,
così ipocrita e meschino
che nemmeno
le copiose lacrime
riescono a ricavare
da un oceano di bugie
la verità,
troppo genuina
per abitare
in una società in cui
la gente combatte
fino all’ultimo sangue
invece di aiutarsi
l’un l’altro.

Laura Berardi, 25 gennaio 2020

Stanca

Sono terribilmente stanca. Stanca che ci siano ancora individui privi di sensibilità. Stanca dei pregiudizi. Stanca delle stupide etichette sociali. Stanca che nel 2020 si utilizzi la politica per sputare veleno su chi la pensa diversamente.

Ognuno di noi ha un piccolo mondo dentro, in cui navigano segreti, paure, emozioni e sensazioni uniche che non proverà mai nessun altro. Ho sempre pensato che ogni dolore ha un proprio vissuto, una propria identità, un proprio essere: in breve, è estremamente personale. Per questo mi sorprendo ancora quando la gente si permette di giudicare la vita altrui, senza conoscere nulla di quella persona o di una determinata situazione.

Questo ha fatto così, quello è poco carino, l’altro non veste alla moda, quell’altro ancora cammina male. Non dovremmo etichettare nessuno per una loro caratteristica fisica o comportamentale, perché ogni essere vivente ha un proprio vissuto e le proprie esperienze. Definire una persona in base al colore della pelle, all’estrazione sociale, ad una particolarità fisica o mentale o alla disabilità costituisce una mancanza di rispetto e civiltà, oltre che una grande immoralità. Siamo semplicemente delle persone nate per dare un contributo all’umanità, chi di più, chi di meno.

E non importa in quale religione credi, se sei nero, bianco, giallo o di qualsiasi altro colore, se ti piacciono gli uomini o le donne, se hai una disabilità intellettiva o motoria o se sei dislessico o disgrafico. Sei semplicemente tu, con ogni difetto o pregio. E non devi cambiare perché te lo dicono gli altri. Migliorati sempre, ma soltanto per te stesso, perché alla fine sarai unicamente tu la tua vittoria più grande.

Inarrestabile

Odio,
minacce,
come l’uomo
può trarre piacere
da un mondo
di inarrestabile violenza?
Luce di pace,
di speranza
illuminaci
con il tuo bagliore accecante,
ché tutti possano
splendere inevitabilmente
nell’armonia
e nell’amore.

Laura Berardi, 6 gennaio 2020

Devastazione

Violenza, odio,
non vedo altro
in questo mondo
troppo irrisolto,
in questa terra
dove i fiori innocenti
sono calpestati,
la natura
è devastata
da spietato egoismo
e gli esseri umani,
invece di amarsi,
si annientano
in una realtà
di guerra e discriminazione.

Laura Berardi, 30 novembre 2019

Fiore

Ogni donna è speciale,
un meraviglioso fiore
da non cogliere
né calpestare,
ma soltanto
da proteggere
e custodire
con estrema cura,
un prezioso tesoro
colmo di meraviglie.

Laura Berardi, 25 novembre 2019

Ogni anno, il 25 novembre ricorre la giornata contro la violenza sulle donne. Eppure mi sorprendo, rimango stupita dal fatto che ci debba essere un giorno come questo. Perché la violenza sulle donne non dovrebbe esistere. Punto. Fine. Quelli che fanno ricorso a qualsiasi violenza, fisica o verbale che sia, non sono uomini. Sono degli esseri che non sanno apprezzare nulla, nemmeno chi li ama, che devono annientare la vita altrui per stare bene con loro stessi. Ma soprattutto, che non cambiano. Quando vi dicono che non lo faranno più, stanno mentendo: non credete alle belle parole che vi dicono, non perdonate, denunciate al primo schiaffo, al primo insulto, non fatevi privare della vostra libertà, perché troppe volte la situazione degenera. Fatevi coraggio, non abbiate paura della solitudine, meglio essere sole piuttosto che stare con uno che vi picchia, vi umilia chiamandovi con gli epiteti più volgari, che non vi fa esprimere totalmente, che vi manca sempre di rispetto. Ricordate, la libertà è un diritto di tutti e nessuno deve avere il potere di togliervela, MAI.

Indifferenza totale

Risultati immagini per guerra in siria bimbi

Come ho già scritto innumerevoli volte, non capirò mai da dove derivi la violenza, però so certamente una cosa: in alcuni casi è innata. Certo, perché, parlando di attualità, mi chiedo come si possa pensare di commettere un vero e proprio genocidio: i curdi stavano già combattendo la propria guerra contro l’ISIS, ora si trovano a fronteggiare anche l’esercito turco. Sono già centinaia le vittime. Eppure ciò che mi lascia ancor più perplessa è l’indifferenza generale dell’Europa, ma soprattutto dell’ONU, come se la guerra in quei posti costituisse una regolare normalità, un fatto di cronaca scontato, irrilevante. Così come accade per le vittime dei naufragi. Non ci preoccupiamo minimamente se trovano decine di cadaveri annegati nel Mediterraneo. Non fa effetto nemmeno quello di una mamma che ha provato fino all’ultimo momento di vita a proteggere il suo piccolino, abbracciandolo, cercando di dargli quel calore e quel conforto che soltanto un genitore può dare al proprio figlio. Di fronte a questa immagine, non trovo più parole: tutto diviene superfluo, mi trovo a pensare a tutte quelle volte in cui mi sono lamentata di cose futili e mi sento in colpa. Perché la vita non dovrebbe essere così crudele, non dovrebbe dare tutto ad alcuni e nulla ad altri. Non dovremmo essere indifferenti a certe situazioni, perché un giorno potremmo trovarci anche noi in difficoltà, pronti a tutto pur di salvare la nostra famiglia e i nostri amici.
Mi fa paura quest’indifferenza, come se i problemi del mondo non ci toccassero, come se la guerra in Siria e i naufragi non ci riguardassero. Ma soprattutto mi fa paura l’indifferenza dei Capi di Stato, come se non fosse un loro problema. Ricordate, la morte di ognuno di noi riguarda tutti, anche se ci sembra lontanissimo. Perché la violenza è irrimediabilmente inutile, sarà sempre superflua, inappropriata: l’ho sempre pensato e non mi stancherò mai di dirlo, nemmeno in punto di morte. Essa è capace di annientare ogni speranza, di distruggere i sogni di tutti, di rubare l’infanzia ai bambini, di far capitolare la pace in un secondo. Vogliamo davvero un mondo colmo di odio, di pregiudizio, di prevaricazione, in cui la violenza domina? Vogliamo essere indifferenti a tutto questo? Non possiamo. No, perché, come diceva Giovanni Falcone, “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”.

Immagine da: https://www.thesocialpost.it/2018/03/18/effetti-devastanti-guerra-siria-bambini/

Un giorno può cambiare una vita

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NEW YORK, NY- The second hijacked plane is seen moments before striking the second tower of the World Trade Center on September 11, 2001. (photo credit: Masatomo Kuriya/Corbis)

11 settembre 2001. Diciotto anni fa le nostre vite (almeno la mia) sono cambiate per sempre, anche se gli Stati Uniti d’America sono lontani, anche se un grande oceano ci separa. Da lì sono iniziati ufficialmente gli scontri con gli estremisti islamici, che continuano tutt’oggi. Quel giorno guardavo la tv con gli occhi increduli di una bimba ingenua. Forse è per questo motivo che lo ricordo come se fosse ieri. Da quel momento mi sono resa conto di cosa è capace l’essere umano. Soltanto quando lo vivi o lo senti, capisci la crudeltà dell’uomo. Non bastano i libri, i film, le lezioni di storia. Eppure, se guardiamo indietro, l’uomo ha sempre agito con violenza: basti pensare ad esempio alla Seconda Guerra Mondiale, alle sofferenze atroci delle vittime della Shoah, alle bombe atomiche scagliate dagli stessi Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki, all’attentato alla Stazione di Bologna, al rapimento di Aldo Moro.
Il primo impatto però resta. E la domanda che mi sono fatta quel giorno è: perché? Ancora oggi me lo chiedo, e non ho trovato alcuna risposta, perché purtroppo la violenza umana non finirà mai.
Mi è stato detto una volta: l’essere umano troverà sempre una scusa per fare la guerra. Non ne ho mai capito il motivo, ma in fondo non c’è una verità più grande di questa.