Grazie, Maestro

Ennio Morricone, elogio del genio – Articolo21

Questo 2020 ci ha portato via due grandi maestri, due anime che hanno dedicato la propria vita alla musica. Prima Ezio Bosso, poi Ennio Morricone, che oggi ci ha lasciati all’età di 91 anni. Questa mattina non ci volevo credere quando ho letto la notizia. Per un attimo sono rimasta senza parole, incapace di distinguere la realtà dalla fantasia. Anche per me, che non sono un’intenditrice di musica, è stato un duro colpo. Perché alcuni (come Ezio Bosso ed Ennio Morricone, per l’appunto) non moriranno mai. Resteranno sempre nei nostri ricordi. E anche io nel mio piccolo lo ricorderò sempre. Quando ho visto per la prima volta il film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso (1988), ero ancora al liceo. Una vita fa, insomma. Ricordo che era un film ben fatto, ma il pezzo finale è stato qualcosa di meraviglioso. Sì, perché quella dolce melodia (Love Theme, scritta da Ennio Morricone e dal figlio Andrea, anch’egli compositore) che accompagna la scena con i baci censurati delle pellicole è ancora impressa nella mia mente. Allora non sapevo chi fossero gli autori di quella splendida composizione, ma oggi più che mai rivivo quei momenti e quella stessa musica, capace di farmi scorgere una piccola luce di speranza.

«Io, Ennio Morricone, sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita. C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata non voglio disturbare. Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con Amore le mie sorelle Adriana, Maria e Franca e i loro cari, e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca. Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria, ma non ultima. A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei il più doloroso Addio»

Questo è il suo necrologio, scritto qualche giorno fa dallo stesso Morricone. Leggendolo, ho rivissuto le stesse emozioni di allora e ho scoperto che non era soltanto un grande compositore, ma anche un uomo eccezionale e allo stesso tempo umile, con un enorme rispetto nei confronti degli altri e un immenso amore verso gli amici e la famiglia.

Grazie, Maestro. La Sua musica sarà immortale, sempre.

Fonte: Il Messaggero, immagine dal web

Mamma

Quasi sicuramente non lo diventerò mai. Per via delle circostanze, per questioni di scelte di vita. Perché una mamma è una persona forte, tenace, ha una forma di coraggio che nemmeno il più forte dei combattenti possiede, protegge i propri figli anche a costo di morire, li ama dal primo giorno, li accudisce. Queste caratteristiche non mi appartengono e molto probabilmente non mi apparterranno mai. Eppure, anche se non affronterò l’esperienza di diventare genitore, nel complesso posso ritenermi molto fortunata. Sì, perché mia madre è l’unica che non mi ha mai lasciata sola, che non mi ha mai voltato le spalle, che ha sempre anteposto il bene di noi figli al proprio. Non la ringrazierò mai abbastanza per tutti sacrifici che ha fatto per me, per l’amore che continua a dimostrarmi ogni giorno, per la persona che mi ha fatto diventare oggi. Perché è soltanto grazie a lei se nonostante le difficoltà ho potuto raggiungere dei piccoli traguardi. Non ce l’avrei mai fatta senza di lei. E ogni giorno che condividiamo qualcosa in più ci fa capire quanto sia forte il nostro legame. Con lei mi sento protetta, amata, rispettata, perché in fondo la figura della mamma è proprio la vita. Con una madre ci si litiga, ci si può scontrare, ma lei ci sarà sempre. Ed è questo a rendere le mamme così speciali.
La Festa della Mamma è ogni giorno, anche se oggi ce lo ricordiamo un po’ di più per via della ricorrenza. E allora auguri a tutte le mamme. Alle mamme che non ci sono più. Alle mamme che hanno i figli lontani e a quelle che lo sono diventate da poco o lo diventeranno presto. Alle mamme che vorrebbero diventarlo e a quelle che non hanno potuto. Alle mamme che crescono i propri figli senza l’aiuto di nessuno e a quelle che hanno adottato dei bambini e li hanno cresciuti proprio come se fossero loro figli. E auguri anche alla mamma di Silvia Romano: oggi finalmente ha potuto riabbracciare la propria figlia dopo un anno e mezzo di agonia. Non avrebbe potuto ricevere regalo più bello.

Buona Festa della Mamma!

Inevitabili

Non sono‬
‪semplici‬
‪oggetti,‬
‪non sono‬
‪elementi‬
‪inanimati,‬
‪ma vulcani‬
‪che sprizzano‬
‪emozioni,‬
‪tornadi‬
‪di parole‬
‪colme di‬
‪sensazioni,‬
‪storie‬
‪di immaginazione‬
‪ricche di verità.‬
‪I libri sono‬
‪anime piene‬
‪di curiosità,‬
‪infinite‬
‪sorgenti di vita,‬
‪unici compagni‬
inevitabili,

‪insostituibili‬
‪che rendono‬
‪più umano‬
‪tal efferato‬
‪mondo.‬

Laura Berardi, 23 aprile 2020, scritta in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore

Rispettiamo il nostro Pianeta

Sorrento (21)

Ho scattato questa foto un paio di mesi fa, quando sono andata per un weekend a Sorrento e si poteva ancora godere dei paesaggi mozzafiato senza la paura di uscire di casa. Ricordo ancora l’attimo in cui mi sono ritrovata davanti a questa bellissima vista: per qualche minuto non ho proferito parola, semplicemente perché non ci sono termini abbastanza eloquenti per descrivere queste meraviglie. Ti riempiono di gioia e basta. Come già avrete intuito, la natura rappresenta per me un’ancora di salvezza, una delle poche risorse a rendere ancora il mondo un posto in cui vale la pena vivere. Già, perché soltanto guardare il cielo, il mare, le montagne, i loro colori e le loro sfumature mi fa stare meglio, perché osservare qualsiasi animale, sentire il canto degli uccellini, ascoltare i suoni che la natura compone elimina ogni dubbio, ogni insicurezza, ogni dispiacere.
Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, e mai come in questo periodo storico l’abbiamo vista così rigogliosa, così splendente (ho scritto anche una poesia in proposito dedicata allo scrittore Luis Sepúlveda, che potete trovare qui). Da sempre l’essere umano pensa di poter essere il padrone di questo Pianeta sfruttandolo a proprio piacimento, ma in realtà non è affatto così. Dovremmo ringraziarlo ogni giorno perché ci offre tutto. La Terra è indispensabile per permetterci di vivere ed esistere. Senza di Lei noi non saremmo qui. Noi non siamo indispensabili. Ne facciamo parte, questo è vero, ma esattamente come tutti gli altri animali, i fiori, le piante, gli alberi e tutte le meraviglie che ospita questo meraviglioso Pianeta, che certe volte dimentichiamo di rispettare, come se fosse una cosa da niente. Tendiamo all’egoismo, al menefreghismo, non ci interessiamo minimamente dei danni che abbiamo recato e continuiamo a recare. È triste vedere persone che non credono al fatto che la plastica stia invadendo gli oceani e distruggendo l’ecosistema marino, che il cambiamento climatico non esista e sia soltanto una bufala, che senza l’uomo la Terra sarebbe morta, quando in realtà noi siamo soltanto minuscole entità in un mondo popolato da miliardi di organismi viventi.
Ricordiamoci che nulla ci appartiene in questo mondo, nemmeno il più piccolo elemento. Non diamo mai niente per scontato, perché la Terra può essere splendida, ma anche immensamente brutale.

Pasqua

Come già sapete, io non sono credente, quindi questa giornata non dovrebbe interessarmi. Eppure oggi è diverso. Mi dispiace da morire non trascorrere questo giorno con i miei nipotini e con i miei nonni anziani, perché so quanto loro ci tengano. Quasi sempre ho passato queste feste con i miei familiari. Oggi invece la solitudine si fa sentire ancora di più. Certamente i mezzi di comunicazione aiutano, ma il contatto fisico è un’altra cosa, lo sappiamo bene. Spero che quando questa quarantena finirà avremo tutti capito quali sono i valori della vita e che apprezzeremo un po’ di più quello che abbiamo.
Detto ciò, vi auguro con tutto il cuore di trascorrere una giornata serena e all’insegna della pace, per quanto sia possibile in questo periodo. Anche a distanza, cerchiamo di restare uniti!

Buona Pasqua a tutti!

Donna

Mimosa - Acacia dealbata

Oggi, domenica 8 marzo, è la Giornata internazionale dei diritti della donna. In realtà questo giorno dovrebbe valere tutto l’anno, indipendentemente dalla ricorrenza, perché in passato ogni donna ha lottato quotidianamente per poter ottenere gli stessi diritti dell’uomo, perché ancora oggi esistono discriminazioni sessiste da combattere.
Nei secoli scorsi la figura della donna contava poco o nulla ed era quasi unicamente associata alla procreazione e all’accudimento dei figli. Ci sono voluti anni di battaglie, di lotte per far sì che la donna conquistasse il diritto di voto, la dignità di avere un lavoro autonomo e di guadagnare esattamente come gli uomini, e ottenesse la libertà essere semplicemente se stessa, di esprimere tutta la bellezza racchiusa nell’universo femminile.
Eppure quelle stesse battaglie non avrebbero avuto motivo di esistere. Sì, perché la donna è il fiore che spicca tra gli altri, è la costellazione più abbagliante, è il sole che splende in ognuno di noi, è il profumo di un neonato che dorme tranquillo tra le sue braccia. È semplicemente la vita. E non erano necessari migliaia di anni per capire un concetto così naturale. Quello che mi lascia basita è che nel 2020 esistono ancora le disparità tra uomo e donna. Ma noi non dobbiamo arrenderci. Non molliamo, non facciamoci calpestare come erba secca, non diventiamo schiave di un sistema stereotipato. Lottiamo sempre per i nostri diritti, perché saremo sempre noi le stelle più luminose in un tetro cielo invernale.

AUGURI A TUTTE LE DONNE!

 

Immagine dal web

29 febbraio

Un fiore
che sboccia
nella bianca neve
candida,
soffice,
un raggio di sole
che fa capolino
in un cielo grigio,
buio e tetro.
Un giorno speciale,
nascosto tra gli altri,
si svela oggi,
con la propria luce
illumina di speranza
un futuro ricco
di incertezze.

Laura Berardi, 29 febbraio 2020

Buon 2020!

E un altro anno se ne va,
tra aspettative e delusioni,
tra risate e lacrime,
tra dolore e vita.
Soltanto una certezza
mi dà immensa speranza:
il mio sorriso splenderà
fino alla fine,
malgrado tutto,
malgrado tutti.

Laura Berardi, 31 dicembre 2019

Non amo molto l’ultimo giorno dell’anno. Mi rende ansiosa, ma soprattutto mi ricorda ancora di più che il tempo scorre inesorabilmente e che quello stesso tempo non tornerà mai indietro. Può sembrare un concetto banale, ma a me fa paura. Ho estremo timore di vivere una vita vuota, fatta soltanto di cose essenziali, di avere rimpianti di ogni tipo, di non riuscire a realizzare nulla, di non avere il coraggio, la forza di buttarmi sulleoccasioni. In effetti, posso dire che in questo 2019 la paura ha vinto su ogni opportunità. A volte la stanchezza prende il sopravvento, ti tiene ancorato al suolo come se portassi due pesi alle caviglie. E più cerchi di liberarti, più la stanchezza vince. Così la vita stessa diventa un circolo vizioso dal quale non esci più. Ecco, quest’anno mi è accaduto esattamente questo. Ma c’è una cosa che non ho perso, come potete vedere nelle foto sotto: il sorriso. Già, perché un semplice sorriso ha la capacità di migliorare una giornata, un periodo buio, ma soprattutto la vita. E io non smetterò mai di sorridere, perché niente e nessuno potranno mai togliermi la parte più preziosa di me.
Spero che nel 2020 troverò la forza di reagire, di cambiare in qualche modo il mio essere così negativa, di poter guardare negli occhi la speranza di una serenità che ormai manca da troppo tempo.
Nel frattempo, vi auguro un felice 2020, che sia davvero per voi un anno di gioia e felicità.
Buon anno a tutti!

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