Egoismo

Solitamente non mi trattengo dallo scrivere quello che penso, eppure questa volta è diverso. Non ho appositamente pubblicato un articolo per molto tempo ed il motivo è che non volevo lasciarmi sopraffare dalle sensazioni negative, ma soltanto ragionare a mente lucida, senza niente che mi facesse sostenere il mio pensiero in modo sbagliato. A volte è molto meglio fare un bel respiro per non cadere nella trappola delle nostre emozioni, che inconsapevolmente potrebbero giocarci un brutto scherzo.
Questo spazio è nato proprio con l’intento di condividere il mio mondo, portando le persone a conoscere una parte di me, quella più intima e profonda. Perché soltanto con la scrittura riesco davvero ad esprimere me stessa, tirando fuori tutto ciò che non sono in grado di dire ad alta voce. È sempre stato così. Anche quando scrivo una poesia, mi sento immensamente sollevata, come se mi fossi liberata di un peso dal cuore. Ed è anche l’unico momento in cui avverto la mia vita più che mai. È una catarsi, una purificazione dal mondo esterno in cui non mi sono mai ritrovata, dal quale vorrei soltanto fuggire per non tornare mai più, ora più che mai. Una dimensione che sicuramente non sarò mai in grado di comprendere, come ho già scritto in più occasioni. Forse per il mio carattere difficile, forse per le mie condizioni particolari.
In questo periodo tutto è amplificato. È uscita fuori la parte peggiore di noi e la maggior parte della gente non sa nemmeno come comportarsi. E questa è una cosa normale, perché nessuno era preparato ad affrontare una pandemia. Se un anno fa qualcuno avesse detto che il 2020 sarebbe stato così, nessuno gli avrebbe creduto, eppure è accaduto quello che meno ci aspettavamo. Ma se all’inizio abbiamo pensato che ne saremmo usciti migliori, così non è stato.
Più passa il tempo, più la maggior parte delle persone diventa egoista. E più diventa egoista, più muore il rispetto per gli altri. È una catena chiusa, un circolo vizioso dal quale è difficile liberarsi. Perché già prima della pandemia mi sentivo impotente di fronte alla spietatezza del mondo. Ora invece percepisco anche un’immensa rabbia mista ad indifferenza. Può sembrare assurdo, ma è proprio così che mi sento. Da una parte la mia vita che non è cambiata molto dall’inizio della pandemia, dall’altra l’atteggiamento menefreghista e superficiale di certe persone che mi fa esplodere come un vulcano colmo di ceneri. E a volte quelle ceneri sono talmente dense e fitte che non riesco a scorgere nemmeno il lato più umano del mondo.
Perché le innumerevoli lamentele di molti offuscano il vero dolore di altri. Perché alcuni pretendono di conoscere un minuscolo organismo di cui nemmeno i migliori esperti sanno molto, mentre altri hanno anche il coraggio di negarlo. Perché la disperazione legittima di alcuni lascia spesso il posto alla violenza di altri che approfittano della situazione per seminare odio e violenza. Perché è inaccettabile che certi non abbiano nemmeno il buon senso di rispettare gli altri e passino il proprio tempo a lamentarsi di futilità, quando esistono persone che vivono una costante vita di privazioni e deve ogni giorno fare i conti con la realtà, anche in questo periodo devastante. E credetemi, io ne so qualcosa, perché lo vivo sulla continuamente sulla mia pelle e la mia esistenza è sempre stata una lotta continua per dimostrare quello che sono, inducendo ognuno ad andare oltre le apparenze esteriori. E non mi vergogno a dire che il mio carattere non mi aiuta. Forse se avessi più coraggio non mi ritroverei così sola. Ma al di là di me, sono stanca di ascoltare le costanti lamentele di gente sempre pronta a giudicare e a puntare il dito contro tutti. Sono stanca di tanta superficialità. Sono stanca di tanto menefreghismo che non fa altro che peggiorare la situazione. E per quanto la mia opinione non conti nulla e spesso cada anche io nella trappola dell’egoismo, non posso fare a meno di pensare che una piccola parte di questo mondo comprenda che i problemi non interessano soltanto il singolo individuo e che bisogna sempre agire nel bene della collettività, andando oltre gli interessi personali e salvaguardando quelli di cui ci si circonda. Cosa che in pochi fanno, soprattutto in questo momento. E mi dispiace immensamente vedere che alla fine quelli che ne pagano le conseguenze sono spesso coloro che più rispettano gli altri.
Eppure l’egoismo non ha condotto e non condurrà da nessuna parte. Né ora né mai.

9 pensieri su “Egoismo

  1. Cara Laura, quello che hai scritto è talmente vero che quasi spaventa! L’egoismo è il padre e la madre di ogni società che ha messo come principio assoluto il proprio e il proprio benessere! Gli altri sono degli effetti collaterali di cui non tener conto! Il senso di responsabilità “collettiva” è sparito per far posto all’io imperante! Egoismo ed egotismo vanno a braccetto!
    Grazie per questa tua riflessione così lucida e reale! Bravissima

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  2. Che bella riflessione! Pur cogliendo la fragilità del momento e la reazione molto negativa di qualcuno, riesci comunque a individuare una luce di speranza. Questa è il segreto per andare avanti nonostante l’egoismo dilagante di questo periodo. Coraggio! Lo dico anche a me perchè chi vive con disagio l’essere immersi nell’egoismo, trova sempre la forza per fare la differenza. Io ci credo. Grazie! Hai dato il via anche ad una mia riflessione che già mi gira nella testa! 🙂 🙂

    http://istantaneevissute.wordpress. com

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  3. Sentirsi sollevati da un peso semplicemente grazie alla scrittura… quanto è vero. Ho la stessa sensazione nel momento in cui riesco a mettere su carta (o su pc, in questo caso), i miei pensieri più profondi, i miei rancori e la mia rabbia; cose che a voce difficilmente hanno un buon risultato. Credo che sentirsi a disagio tra la gente sia dato dal fatto che chi ci circonda non sia in grado di comprendere, ascoltare, ne di avere un briciolo di lealtà dentro sé; quindi tendiamo ad allontanarci, a chiuderci nel nostro piccolo mondo in cui ci sentiamo liberi di esprimerci. Questo è un periodo più che mai crudo e surreale, e più che mai possiamo guardare realmente chi merita davvero di restarci accanto condividendo ciò che è nostro. E’ una selezione, una selezione che è giusto noi facciamo per il nostro bene; una sana selettività, con tanto di Amor Proprio. Forse non è poi così negativo riuscire a vedere la gente ancor più meschina di quanto già non lo sembrasse, e se questo vuol dire restare sola.. beh tanto di guadagnato! Dimostra sempre ciò che sei, c’è chi apprezzerà. Stiamo lottando la stessa guerra! 😉

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  4. Il tuo scritto, per quanto crudo e duro possa apparire, dipinge in maniera impeccabile il senso di quella che oggi è la nostra società.

    Essere privati per qualche periodo della possibilità di fare aperitivi e di andare in discoteca viene visto come il male assoluto, perché tanto, come ben dice Maccio Capatonda, “ cazzo me ne frega a me”!

    Ed allora “cazzo me ne frega a me” se il mio vicino, malato di tumorale, beccandosi il covid, rischia di morire !

    “Cazzo me ne frega a me” se la nonna di un mio amico ha la bronchite e se si becca il covid rischia di morire!

    “Cazzo me ne frega a a me” se esistono soggetti che hanno delle malattie rare e rischiano di fare una brutta fine!

    “A me mi interessa andare a fare gli aperitivi, ballare, farmi le canne e divertirmi, poi se il mondo va a rotoli me ne sbatto altamente gli zebedei !!!”

    Non credo nemmeno che tutto ciò possa essere definito solamente: egoismo, no, questo è un comportamento misto alla stupidità e al menefreghismo, quello tipico di chi, sin da bambino, ha vissuto pensando che tutto gli era consentito pur di poter fare ciò che voleva.

    Il sistema scolastico educativo, inteso come quello che forma il futuro “cives”, in Italia ha fallito e purtroppo, in un futuro molto prossimo, ne piangeremo tutti le conseguenze, anche i maestri ed i professori che hanno fatto finta di non vedere la massa informe e decerebrata di alunni che stavano formando e che hanno premiato promuovenoli.

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