Curiosità

‪Se tutto‬
‪si osservasse‬
‪con gli occhi‬
‪di un fanciullo curioso,
‪il mondo sarebbe‬
‪un raggio di felicità‬
‪in un universo‬
‪d’amore‬
‪e dolce speranza‬
‪capace
di alimentare‬
‪anche un’esistenza‬
‪povera
di emozioni‬,
trafitta
dal dolore‬
‪più spietato
e dalla più brutale
sofferenza.
Eppure
la natura umana
preferisce cresce‬re
‪lasciandosi alle spalle‬
‪i ricordi‬
‪di quell’infinita
curiosità,‬
‪invece di nutrirla‬
‪giorno‬
‪dopo giorno,‬
‪conservando‬
‪la purezza‬
‪dell’animo ‬
‪di un bimbo‬
‪alla scoperta‬
‪di semplici‬
‪meraviglie‬
‪che riempiono‬
‪il suo cuore‬
‪di autentica gioia.‬

Laura Berardi, 27 luglio 2020

Questione di personalità

Spesso mi sento dire che le persone non gradiscono la mia compagnia a causa del mio pessimo carattere e non per le circostanze avverse. Sicuramente è così, lo so bene. Conosco la mia personalità e confesso che la maggior parte delle volte non la tollero nemmeno io. Vi domanderete, come si fa a far fatica a stare con se stessi? Eppure è così, che lo lo voglia o no.
È terribilmente complicato vivere in questo mondo per persone come me, che non si sentono mai a loro agio, neanche con chi li accetta così com’è, con pregi e difetti. So che la vita è un dono meraviglioso della natura, ma io non sono mai stata capace di apprezzarlo. E a volte la malinconia cresce fino a soffocarmi. Soprattutto in questo periodo, in cui tutti sembrano divertirsi e lasciarsi ogni problema alle spalle. Per via delle mie particolari condizioni, io non ho mai vissuto le gioie dell’estate, nemmeno da piccola. È per questo che adesso mi sembra tutto molto più difficile del solito. Ed è per questo che l’angoscia raddoppia e mi devasta come se fossi costantemente investita da un mezzo pesante. Ma la cosa buffa è che ciò che mi tormenta non è tanto quello che non posso fare, perché ormai credo di averci fatto il callo. Almeno quasi sempre. Vedere davanti ai miei occhi certe situazioni che io non vivrò mai mi fa ancora male, devo ammetterlo. A volte è un’agonia vera e propria.
Quello che mi tortura di più è l’impossibilità di scegliere. Durante il lockdown tutti sembravano impazziti perché non avevano la libertà di poter uscire e fare tutto ciò che “normalmente” fanno. Ci sono certe persone che non avranno mai questa libertà, quarantena o no, tra cui metto anche me stessa. Per me non è cambiato nulla e non ho sentito alcuna forzatura nel chiudermi dentro casa, perché praticamente è la mia vita da sempre, più per il mio carattere che per le circostanze. Sono sicura che al mio posto la maggioranza delle persone farebbe molte più cose e si butterebbe di più nelle situazioni, anche quelle che sembrano impossibili da attuare. Non avrebbero per niente paura. Anzi, sfiderebbero ogni timore fino a vederlo stramazzato al suolo e se potessero gli darebbero anche il colpo di grazia. Effettivamente è così che dovrebbe essere. Sempre e comunque. Non bisognerebbe mai fuggire dalle avversità, ma cercare di sconfiggerle giorno per giorno, anche se si parte da una condizione svantaggiata. Ecco, io so per certo che non sarò mai così coraggiosa. La paura mi accompagnerà ogni giorno e ogni minuto della mia vita. Sicuramente posso migliorare, ma difficilmente la mia natura vigliacca cambierà. La mia personalità è questa ed emerge sempre, nonostante gli infiniti sforzi effettuati per modificarla.
Eppure l’impossibilità di scelta continua a torturare il mio animo, come se non fossi per niente abituata e avessi condotto un’esistenza “normale” fino a ieri. Dovrei essermi adeguata ad alcune cose. La verità è che non mi adeguerò mai, perché, per quanto mi convinca di essermi adattata, evidentemente non ci si abitua mai a certe circostanze e a certi eventi devastanti della vita.

Estate

‪Cielo sereno‬
‪o nero di nubi,‬
‪pelle nutrita‬
‪dai raggi‬
‪di un sole‬
‪caldissimo,‬
‪capace‬
‪di inondare‬
‪alcuni‬
‪di sorrisi pieni
di vita,
‪di spensieratezza
totale‬
‪e di immensa
speranza,‬
‪altri‬
‪di malinconia,‬
‪di un cumulo‬
‪di tristezza‬
‪che cresce‬
‪sempre di più,‬
‪che invade‬
‪corpi‬
‪già deboli,‬
‪ma rinvigoriti‬
‪soltanto‬
‪dal pungente‬
‪freddo‬
‪e dalle infinite
cripte segrete
delle gioie altrui,
celate
‪dietro le mura
di un lungo‬
‪inverno.

Laura Berardi, 12 luglio 2020

Improvvisamente

‪Arriva così,‬
‪improvvisamente,‬
‪senza alcun‬
‪preavviso,‬
‪e travolge,‬
‪devasta‬
‪ogni anima‬
‪di dolori‬
‪inaspettati,‬
‪di gioie‬
‪paradisiache,‬
‪che come‬
‪un’onda impazzita,‬
‪annientano‬
‪le sicurezze,‬
‪ma regalano‬
‪attimi indimenticabili‬
‪capaci‬
‪di cambiare,‬
‪di rendere meravigliosa‬
‪anche l’esperienza‬
‪più difficile.
‪Questo
 è l’amore,‬
‪un insieme‬
‪di emozioni‬ libere
‪che si avvicinano‬
‪sempre di più,‬
‪fino a diventare‬
‪una cosa sola.‬

Laura Berardi, 17 maggio 2020, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Nulla cambia

Tutto rinasce,
nulla cambia.‬
Le persone‬
‪s’incontrano,‬
‪si salutano‬
‪con occhi‬
‪densi d’affetto,‬
‪di complicità,‬
‪di tenerezza,‬
‪godono‬
‪di questi attimi,‬
‪assaporano‬
‪il gusto‬
‪di una compagnia‬
‪amichevole e gioviale.‬
‪Altre invece
‪guardano‬ altrove,
‪con lacrime amare‬
‪che scendono‬
‪inesorabilmente‬
‪su volti‬
‪consumati‬
‪dal dolore,
‪osservano in silenzio‬
‪la gente che parla
e vive la libertà,‬
‪ché non conosceranno‬
‪mai la magia dell’amore‬
‪e resteranno sole,‬
‪per sempre.‬

Laura Berardi, 6 maggio 2020

Rispettiamo il nostro Pianeta

Sorrento (21)

Ho scattato questa foto un paio di mesi fa, quando sono andata per un weekend a Sorrento e si poteva ancora godere dei paesaggi mozzafiato senza la paura di uscire di casa. Ricordo ancora l’attimo in cui mi sono ritrovata davanti a questa bellissima vista: per qualche minuto non ho proferito parola, semplicemente perché non ci sono termini abbastanza eloquenti per descrivere queste meraviglie. Ti riempiono di gioia e basta. Come già avrete intuito, la natura rappresenta per me un’ancora di salvezza, una delle poche risorse a rendere ancora il mondo un posto in cui vale la pena vivere. Già, perché soltanto guardare il cielo, il mare, le montagne, i loro colori e le loro sfumature mi fa stare meglio, perché osservare qualsiasi animale, sentire il canto degli uccellini, ascoltare i suoni che la natura compone elimina ogni dubbio, ogni insicurezza, ogni dispiacere.
Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, e mai come in questo periodo storico l’abbiamo vista così rigogliosa, così splendente (ho scritto anche una poesia in proposito dedicata allo scrittore Luis Sepúlveda, che potete trovare qui). Da sempre l’essere umano pensa di poter essere il padrone di questo Pianeta sfruttandolo a proprio piacimento, ma in realtà non è affatto così. Dovremmo ringraziarlo ogni giorno perché ci offre tutto. La Terra è indispensabile per permetterci di vivere ed esistere. Senza di Lei noi non saremmo qui. Noi non siamo indispensabili. Ne facciamo parte, questo è vero, ma esattamente come tutti gli altri animali, i fiori, le piante, gli alberi e tutte le meraviglie che ospita questo meraviglioso Pianeta, che certe volte dimentichiamo di rispettare, come se fosse una cosa da niente. Tendiamo all’egoismo, al menefreghismo, non ci interessiamo minimamente dei danni che abbiamo recato e continuiamo a recare. È triste vedere persone che non credono al fatto che la plastica stia invadendo gli oceani e distruggendo l’ecosistema marino, che il cambiamento climatico non esista e sia soltanto una bufala, che senza l’uomo la Terra sarebbe morta, quando in realtà noi siamo soltanto minuscole entità in un mondo popolato da miliardi di organismi viventi.
Ricordiamoci che nulla ci appartiene in questo mondo, nemmeno il più piccolo elemento. Non diamo mai niente per scontato, perché la Terra può essere splendida, ma anche immensamente brutale.

Istanti di gioia

Come ho già scritto più volte secondo me la felicità non esiste, almeno non in senso assoluto. In questo mondo tutti vorrebbero essere felici, ma in realtà nessuno lo è mai totalmente, anche chi apparentemente ha una vita appagante. Certamente esistono gli attimi in cui ci si sente più felici, ma in genere durano poco, giusto il tempo di godersi il momento. D’altronde, è fisiologico.
Nella mia vita ci sono state pochissime occasioni perché mi sentissi finalmente appagata, ma anche in quei momenti non sono mai riuscita a godermi pienamente le emozioni di quell’istante. C’era qualcosa che mi turbava, che non mi faceva vedere il bicchiere mezzo pieno, che riusciva a rendermi triste anche nei momenti più gioiosi. Per me è sempre stato così. Anche nell’attimo in cui tutto sembra andare alla grande, tra me e gli altri si pone costantemente un velo di malinconia, che non mi fa vivere nulla appieno. Sarà il mio vissuto, saranno le circostanze che mi ritrovo ad affrontare da tutta la vita, sarà che mi attanaglia l’infinita paura di lasciarmi andare.
Sarà che sento sempre un vuoto dentro di me, come se mi mancasse qualcosa, ma non so esattamente quale. In quest’ultimo periodo lo avverto maggiormente, quasi che fosse amplificato. A volte fa male, a volte resta in silenzio, ma lo percepisco comunque. E non è una bella sensazione, credetemi. Io provo in tutti i modi a scacciarlo, a disintegrarlo con ogni mia forza, ma difficilmente ci riesco nella quotidianità.
Ho notato però che quello stesso vuoto si riduce quando faccio ciò che amo di più. La scrittura mi aiuta moltissimo, mi immerge ogni volta in un mondo nuovo, autentico, in cui posso finalmente essere me stessa. Quando scrivo mi sento libera, priva di quella frustrazione che ha sempre caratterizzato la mia esistenza. Anche la lettura mi stimola tanto, tiene sempre viva quella curiosità, quel desiderio di conoscenza che non mi ha mai abbandonata. E ho capito una verità fondamentale: anche se non posso fare molte cose per via delle circostanze avverse (e questo fa molto male, più di quanto possiate immaginare), cerco ogni giorno di costruire i mattoni della mia identità per capire quello che può darmi anche un minimo di serenità.
E nonostante sappia già che, anche dopo questa quarantena, molto probabilmente non riuscirò a godermi mai del tutto un attimo di gioia, continuerò fino alla morte a combattere contro quel vuoto che non mi lascia tregua, impegnando le mie giornate con quello che amo fare di più al mondo, perché in fondo è proprio l’amore il motore di ogni cosa.

Quarantena

Strade deserte,
prive di emozioni,
di gioia
e di dolore,
di baci passionali
e di gesti
affettuosi.
Non c’è vita,
non c’è amore,
ma soltanto
il contatto
con noi stessi,
così fragili,
così soli,
ma consapevoli
che quando
tornerà il sole
torneremo a sfiorarci,

ad ammirare
con occhi diversi
la 
bellezza

di ogni cosa
e sarà meraviglioso
riscoprire nuovamente
l’amore,
il valore
di un semplice 
abbraccio,

di una serena uscita
con gli amici,
della vita stessa.

Laura Berardi, 11 marzo 2020