Periodi

Sono trascorsi più di tre mesi dall’ultima volta che ho pubblicato qualcosa su questo blog. Come avrete già capito, non sono un tipo costante. È vero, scrivo quasi tutti i giorni, ma qui è diverso. Ogni volta che mi è venuto in mente di arricchire il mio blog con qualcosa di nuovo ero bloccata, come se qualcosa mi trattenesse. Forse la stanchezza. Forse il mio carattere difficile. Forse la paura di scrivere stupidaggini. O semplicemente la mancanza di voglia.
Parto a mille, ma mi basta davvero poco per buttarmi giù. È accaduto da piccola, a scuola, all’università e nella vita quotidiana. E succede anche adesso. Quando mi pongo degli impegni o delle piccole aspettative, arriva sempre l’attimo in cui diventa tutto più difficile, persino la cosa più semplice, come guardare una serie tv o un film, leggere un romanzo, un racconto breve o un articolo di cronaca, uscire per una semplice passeggiata, per quanto sia complicato in questo periodo. Come parlare del più e del meno con qualcuno o addormentarsi con il solo desiderio di svegliarsi la mattina e andare avanti nonostante le circostanze.
Ho sempre avuto questi momenti di stallo, in cui la voglia di fare è ridotta quasi allo zero, la scrittura zoppica e l’attaccamento al passato è più forte che mai. Sì, perché in questi periodi la mia mente non fa altro che tornare indietro nel tempo e restare immobile, incapace di scollarsi di dosso la spensieratezza infantile, quando la vita scorre senza tempo. E mentre cerco con grande fatica di scrivere e leggere il più possibile, almeno per non perdere due delle poche cose che mi fanno sentire viva, certi pensieri normalmente già invadenti si ingigantiscono ancor di più, diventando talmente ingombranti che non riesco nemmeno a metterli da parte. Film e serie tv visti e rivisti, programmi televisivi della mia infanzia, libri che potrei leggere a memoria. E una curiosità quasi morbosa verso i ricordi, che sembrano riemergere ovunque, sconfiggendo quasi del tutto il desiderio di scoprire l’ignoto.
Eppure so già che quel desiderio non morirà mai dentro di me. Per quanto i periodi di stallo possano durare mesi, anni o decenni, e l’attaccamento al passato non mi lascerà mai in pace, la mia voglia di conoscenza è sempre lì, ad alimentare la mia vita con piccoli gesti, con piccole cose. Malgrado i momenti difficili siano costantemente presenti, in agguato e pronti ad attaccarmi ogni giorno, quella voglia è l’unica a gridare di non mollare, di affrontare con serenità tutti i periodi, facili o complicati che siano. Ed è anche l’unica che non mi lascerà mai da sola, fino all’ultimo secondo della mia esistenza. Di questo sono assolutamente certa, perché in fondo è proprio quella voglia una delle fonti essenziali della vita.

Radici

Radici invisibili
stringono forte
il mio esile
petto
in una morsa
micidiale,
tanto asfissiante
da soffocarmi
quasi del tutto
e talmente spietata
da rendere
ogni giorno
un infinito
ed insopportabile
affanno
che si alimenta
della mia stessa vita.

Laura Berardi, 3 aprile 2020

Totale inadeguatezza

Molto spesso mi capita di pensare di non essere abbastanza forte per affrontare questo mondo. Percepisco un’immensa inadeguatezza in me, come se fossi un alieno atterrato per sbaglio sul Pianeta sbagliato. Sento di avere una concezione totalmente diversa di tutto dalla maggior parte delle persone e mi ritrovo ad essere sorpresa quando raramente incontro persone che la pensano come me.
Inevitabilmente certe esperienze ci cambiano, mutano la nostra visione della vita stessa. Io, come tanti altri, ho dovuto superare innumerevoli ostacoli, sto ancora affrontando molte difficoltà che a volte mi fanno crescere, altre volte mi bloccano, come se davanti a me si erigesse improvvisamente un muro invalicabile. Ed è proprio quel muro che non mi fa vivere la vita appieno, perché osservo troppo l’operato degli altri, perché ho enorme timore di essere giudicata, perché non mi sento a mio agio in un mondo dove dominano l’apparenza, la ricerca della perfezione e l’arrivismo. Io non sono così. La mia scarsa autostima e il mio vissuto continuano a frenarmi, a non farmi vivere con serenità e tranquillità, così mi lascio continuamente sopraffare dall’ansia.

Non so nemmeno io cosa voglio, so solo che, come ho già scritto, mi sento fuori posto in questo mondo di violenza, in cui si preferisce fare la guerra invece di provare a salvare un ecosistema distrutto, in cui l’unica cosa che conta è arrivare in ogni modo prima degli altri, altrimenti non si è nessuno e non si ha nemmeno diritto ad un posto di lavoro, quando secondo me tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di formarsi una professione, di far carriera pian piano. Tutto questo arrivismo mi incute terrore di non farcela mai, mi fa capire ancor di più le mie debolezze, mi fa comprendere che persone intimorite come me devono trovare ogni giorno la forza di affrontare la vita così come viene, altrimenti verremo tutti risucchiati in un vortice di paura dal quale sarà quasi impossibile uscire indenni.