Leggere è vita

Come ho già scritto più volte, una delle mie più grandi passioni è la lettura. Leggere mi fa sentire viva, mi trasmette ogni genere di emozioni, di sensazioni che un film o una serie tv non mi hanno mai fatto provare. Quando leggo un libro (di qualsiasi genere), è come se le sue parole mi entrassero dentro, mi invadessero: ed è lì che nasce l’immaginazione. I film tratti dai romanzi che abbiamo letto non sono mai come li abbiamo immaginati, perché, come affermava Albert Einstein, “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto“. Ed è proprio questo che fa la lettura. Ti fa immaginare paesaggi, situazioni, sentimenti. Tutto, insomma. Almeno personalmente, in questo periodo difficile della mia vita, leggere mi fa sentire meno sola, mi dà un briciolo di quella speranza ormai perduta, smarrita, ma desiderosa di ritrovare la strada giusta. Quando pensate che non ci sia via d’uscita, leggete ciò che vi piace, lasciatevi trasportare dalle parole, dalle emozioni, dall’immaginazione, perché poi vi renderete conto che ne sarà valsa la pena.

Un giorno può cambiare una vita

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NEW YORK, NY- The second hijacked plane is seen moments before striking the second tower of the World Trade Center on September 11, 2001. (photo credit: Masatomo Kuriya/Corbis)

11 settembre 2001. Diciotto anni fa le nostre vite (almeno la mia) sono cambiate per sempre, anche se gli Stati Uniti d’America sono lontani, anche se un grande oceano ci separa. Da lì sono iniziati ufficialmente gli scontri con gli estremisti islamici, che continuano tutt’oggi. Quel giorno guardavo la tv con gli occhi increduli di una bimba ingenua. Forse è per questo motivo che lo ricordo come se fosse ieri. Da quel momento mi sono resa conto di cosa è capace l’essere umano. Soltanto quando lo vivi o lo senti, capisci la crudeltà dell’uomo. Non bastano i libri, i film, le lezioni di storia. Eppure, se guardiamo indietro, l’uomo ha sempre agito con violenza: basti pensare ad esempio alla Seconda Guerra Mondiale, alle sofferenze atroci delle vittime della Shoah, alle bombe atomiche scagliate dagli stessi Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki, all’attentato alla Stazione di Bologna, al rapimento di Aldo Moro.
Il primo impatto però resta. E la domanda che mi sono fatta quel giorno è: perché? Ancora oggi me lo chiedo, e non ho trovato alcuna risposta, perché purtroppo la violenza umana non finirà mai.
Mi è stato detto una volta: l’essere umano troverà sempre una scusa per fare la guerra. Non ne ho mai capito il motivo, ma in fondo non c’è una verità più grande di questa.

La vita è un viaggio

Mi ci è voluta una settimana per riprendere le forze. Lo scorso weekend mi sono concessa una piccola vacanza nel Sud Italia, anche se ormai l’estate è alle porte: settembre è arrivato, ricominciano la scuola, il lavoro e la solita routine quotidiana. Ad agosto è come se stessimo tutti in una sorta di limbo, di benessere mentale e fisico: siamo più belli, siamo più sereni, siamo più appagati. Peccato che poi la realtà incombi nuovamente, con ogni sfaccettatura, bella o brutta che sia, ma alla fine l’importante è godersi la vacanza in toto.
Diciamo che io me la sono goduta solo in parte: è un mio problema da sempre, non riesco mai ad assaporare tutto il piacere di ogni cosa, che sia una vacanza, un evento, un compleanno o un traguardo importante. Il mio pessimismo incombe sempre, come un’ombra minacciosa, ma un giorno riuscirò a sconfiggere tutta la negatività insita in me, ne sono sicura.

Comunque, a prescindere da tutto, non potrò mai dimenticare la bellezza dei posti in cui sono stata. Primo fra tutti, Alberobello, in Puglia: i trulli dominano il paesaggio, sembra di essere in un paradiso fiabesco, in un luogo dove ogni sogno può diventare realtà. La bellezza di queste costruzioni così particolari entra dritto nel cuore.b8e773ef-5531-438a-84f7-69dfa225a4f6

Seconda tappa, sempre in Puglia, a Polignano a Mare, città natale di Domenico Modugno. Qui le parole non servono a molto, nonostante il famoso cantautore, con la sua celebre canzone “Nel blu dipinto di blu”, descriva benissimo le sensazioni e le emozioni che lascia questo piccolo paese. La vista del mare ti travolge, ti sembra davvero di volare, di poter accarezzare il cielo con un dito.af42e9cf-32fc-4e13-bc72-ccae36bf7631

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A proposito di cuore, un’altra città che non lo lascia più è Matera, capitale europea della cultura nel 2019, nonché ultima tappa del nostro viaggio. La bellezza di questa città lucana è unica, ogni angolo è colmo di emozioni, di sensazioni poetiche che rimangono impresse nella mente, nel corpo e nell’anima. Non dimenticherò mai i sassi, i colori, le luci, gli spettacoli, la Mostra di Salvador Dalí, il set cinematografico del film di James Bond, ma soprattutto la folla di turisti che rende la città più viva che mai. Anche qui le parole non bastano per descrivere l’unicità di Matera, le sue meraviglie, la sua maestosità.

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Viaggiare è questo: è scoprire nuovi mondi, nuove realtà, nuove tradizioni. È guardare panorami mozzafiato che fino ad ora custodivi soltanto nell’immaginazione. È stancarsi, camminare fino allo sfinimento perché la curiosità ti spinge oltre le tue forze. Viaggiare è vivere. Esplorate il mondo finché potete, perché alla fine ne sarà valsa la pena.

Dov’è finito il rispetto?

Ieri ho trascorso tutto il pomeriggio a guardare la diretta della crisi di governo. Piccola premessa: non m’intendo assolutamente di politica, non rientra nei miei interessi. Forse proprio per questo ho voluto guardarlo, per cercare di capire come funziona questo sistema, che tanto mi è sconosciuto.
Sicuramente ho compreso una sacrosanta verità: almeno per il momento, non entrerei a far parte di quel mondo nemmeno se mi dessero uno stipendio di un miliardo di euro al giorno. Non riuscirei mai a nascondere me stessa, a seguire la massa, ad applaudire una persona solo perché è del mio stesso partito e non perché sta dicendo cose per me sensate, ad inveire con violenza contro l’altro. Ieri pomeriggio ho visto questo: fazioni contrapposte che si insultavano a vicenda e rinfacciavano all’ormai ex Presidente del Consiglio di non essere riuscito a portare avanti un governo, durato soltanto quattordici mesi. Non ho visto nessuno preoccuparsi del popolo italiano, della crisi economica e lavorativa che ci attanaglia da molti anni. Tutti invocavano le elezioni, non per onor di democrazia, non perché deve essere la popolazione a decidere chi governerà questo Paese, ma soltanto per proprio interesse, perché pensano che noi siamo dei burattini privi di personalità che seguono il leader del momento solo per uniformarsi agli altri. Io ho percepito questo, poi può darsi che mi sbaglia: forse il mio cinismo non mi fa vedere oltre. Ma ieri ho visto una mancanza di rispetto ed educazione da parte di tutti. Dov’è finito il rispetto per l’altro, dove sono finite le buone maniere? Per non parlare delle citazioni religiose: io sono atea, quindi non mi dovrei sentire chiamata in causa, eppure mi danno enormemente fastidio, perché mancano di rispetto ai fedeli. Citano il Vangelo, pregano la Madonna o Gesù Cristo, poi però non perdono tempo ad infangare l’altro, solo perché è di un altro partito o unicamente per mettersi in mostra.
So che ho scritto cose scontate, ma non potevo stare in silenzio di fronte allo scempio a cui abbiamo assistito ieri pomeriggio. Perché, almeno per me, il rispetto è il fondamento della vita e bisognerebbe portarlo sempre e comunque.