Aghi sottilissimi
penetrano
in ogni minuscolo poro
della mia cute,
già lesa
da cicatrici
indelebili
e da ferite
che si riaprono
ogni giorno,
procurandomi
un fitto e costante
dolore che non molla.
Nemmeno per
un istante.
Nemmeno per
un secondo,
ché quegli stessi aghi
trafiggono
il mio cuore
debole,
stanco,
afflitto da
una perpetua sofferenza
che morirà
con la mia essenza.
Un cuore altresì trafitto
da infinite emozioni,
spesso così potenti
da spezzare anche
quei chiodi tanto sottili.
Emozioni
così forti da rendere
ogni dolore
un po’ più debole,
riempiendomi
di vita.
Laura Berardi, 3 febbraio 2025
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