Nadia

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Non è il quanto vivi, ma come vivi. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte. Vedremo quanto tempo avrò ancora, ma non credo molto”.

Queste sono le parole di Nadia Toffa nell’ultimo video rilasciato alla trasmissione televisiva “Le Iene”, girato poco prima di Natale 2018 e andato in onda lo scorso martedì. Io non volevo vederlo, ma quando quando per caso mi ci sono imbattuta, non ne ho potuto fare a meno. Perché quelle parole ti catturano, ti entrano a capofitto nel cuore, ti sembrano dolci e brutali allo stesso tempo. Quanta verità. Perché uno può vivere anche cent’anni senza un briciolo di serenità. Ed è allora che la vita diventa pesante. Dovremmo ricordarci di questa frase ogni mattina, quando apriamo gli occhi e scorgiamo i raggi di sole che entrano dalla finestra. Perché non tutti possono affrontare la giornata normalmente, non tutti possono alzarsi dal letto, non tutti possono vedere quel briciolo di luce invadere la nostra stanza. Perché c’è chi è più sfortunato di noi. Impariamo dunque ad apprezzare quello che abbiamo, perché da un giorno all’altro potrebbe non esserci più, potrebbe tutto cambiare. In fondo la vita è proprio questo, un continuo fluire di cose, di esperienze, belle o brutte che siano. A volte la nostra esistenza diventa un percorso a ostacoli, una lotta infinita contro ogni genere di problemi, ma ricordiamoci che può anche essere un dono meraviglioso. E Nadia lo sapeva.

Nadia è morta il 13 agosto, poco meno di due mesi fa. Guardando il suo ultimo video, nel suo sguardo ho notato l’amara consapevolezza di non poter fare nulla per sconfiggere il male che l’assediava, ma non ho mai scorto un’ombra di rassegnazione. Al contrario, ho visto un’infinita voglia di vita, l’immenso desiderio di combattere contro tutto e tutti. Ed è proprio questo che mi ha lasciata senza parole: Nadia era consapevole delle proprie condizioni di salute, ma non si è mai arresa, nemmeno il giorno della sua morte, perché amava troppo la vita. E non si arrenderà mai, nemmeno ora, perché il suo ricordo è quello di una donna forte, coraggiosa, senza paure e senza timore del giudizio altrui. Niente ce la riporterà indietro, ma quel ricordo rimarrà vivo nel cuore di tutti.

Immagine da: https://www.rollingstone.it/politica/nadia-toffa-il-tumore-e-una-battaglia-che-puo-essere-solo-collettiva/473044/

Leggere è vita

Come ho già scritto più volte, una delle mie più grandi passioni è la lettura. Leggere mi fa sentire viva, mi trasmette ogni genere di emozioni, di sensazioni che un film o una serie tv non mi hanno mai fatto provare. Quando leggo un libro (di qualsiasi genere), è come se le sue parole mi entrassero dentro, mi invadessero: ed è lì che nasce l’immaginazione. I film tratti dai romanzi che abbiamo letto non sono mai come li abbiamo immaginati, perché, come affermava Albert Einstein, “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto“. Ed è proprio questo che fa la lettura. Ti fa immaginare paesaggi, situazioni, sentimenti. Tutto, insomma. Almeno personalmente, in questo periodo difficile della mia vita, leggere mi fa sentire meno sola, mi dà un briciolo di quella speranza ormai perduta, smarrita, ma desiderosa di ritrovare la strada giusta. Quando pensate che non ci sia via d’uscita, leggete ciò che vi piace, lasciatevi trasportare dalle parole, dalle emozioni, dall’immaginazione, perché poi vi renderete conto che ne sarà valsa la pena.

La vita è un viaggio

Mi ci è voluta una settimana per riprendere le forze. Lo scorso weekend mi sono concessa una piccola vacanza nel Sud Italia, anche se ormai l’estate è alle porte: settembre è arrivato, ricominciano la scuola, il lavoro e la solita routine quotidiana. Ad agosto è come se stessimo tutti in una sorta di limbo, di benessere mentale e fisico: siamo più belli, siamo più sereni, siamo più appagati. Peccato che poi la realtà incombi nuovamente, con ogni sfaccettatura, bella o brutta che sia, ma alla fine l’importante è godersi la vacanza in toto.
Diciamo che io me la sono goduta solo in parte: è un mio problema da sempre, non riesco mai ad assaporare tutto il piacere di ogni cosa, che sia una vacanza, un evento, un compleanno o un traguardo importante. Il mio pessimismo incombe sempre, come un’ombra minacciosa, ma un giorno riuscirò a sconfiggere tutta la negatività insita in me, ne sono sicura.

Comunque, a prescindere da tutto, non potrò mai dimenticare la bellezza dei posti in cui sono stata. Primo fra tutti, Alberobello, in Puglia: i trulli dominano il paesaggio, sembra di essere in un paradiso fiabesco, in un luogo dove ogni sogno può diventare realtà. La bellezza di queste costruzioni così particolari entra dritto nel cuore.b8e773ef-5531-438a-84f7-69dfa225a4f6

Seconda tappa, sempre in Puglia, a Polignano a Mare, città natale di Domenico Modugno. Qui le parole non servono a molto, nonostante il famoso cantautore, con la sua celebre canzone “Nel blu dipinto di blu”, descriva benissimo le sensazioni e le emozioni che lascia questo piccolo paese. La vista del mare ti travolge, ti sembra davvero di volare, di poter accarezzare il cielo con un dito.af42e9cf-32fc-4e13-bc72-ccae36bf7631

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A proposito di cuore, un’altra città che non lo lascia più è Matera, capitale europea della cultura nel 2019, nonché ultima tappa del nostro viaggio. La bellezza di questa città lucana è unica, ogni angolo è colmo di emozioni, di sensazioni poetiche che rimangono impresse nella mente, nel corpo e nell’anima. Non dimenticherò mai i sassi, i colori, le luci, gli spettacoli, la Mostra di Salvador Dalí, il set cinematografico del film di James Bond, ma soprattutto la folla di turisti che rende la città più viva che mai. Anche qui le parole non bastano per descrivere l’unicità di Matera, le sue meraviglie, la sua maestosità.

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Viaggiare è questo: è scoprire nuovi mondi, nuove realtà, nuove tradizioni. È guardare panorami mozzafiato che fino ad ora custodivi soltanto nell’immaginazione. È stancarsi, camminare fino allo sfinimento perché la curiosità ti spinge oltre le tue forze. Viaggiare è vivere. Esplorate il mondo finché potete, perché alla fine ne sarà valsa la pena.

Non mi aspetto più niente…

Fin da piccola ho sempre commesso l’errore di pretendere troppo dagli altri. Nella mia mente c’era la convinzione che se mi comportavo bene con un’altra persona, ricevevo lo stesso trattamento dall’altra parte. Non mi rendevo conto che ognuno ha il proprio carattere, il proprio modo di fare, le proprie convinzioni. Poi, all’ennesima delusione, ho capito che non si può pretendere nulla, che ogni rapporto è unico.
Le persone sono tutte diverse, magari io do un’importanza ai miei gesti, gli altri no. O viceversa. Io sono il tipo che quando vuole bene dà tutto, senza ragionare, perché ogni azione deriva dall’amore per l’altra persona. E lo faccio con il cuore, perché è quello che mi sento di fare. Il problema non è tanto quando non sono ricambiata con altrettanto affetto, perché io non rinfaccio mai i miei gesti. Me la prendo con me stessa quando do tanto a chi non lo merita, a chi mi tratta con sufficienza perché pensa che io ci sarò sempre. Lì mi sento presa in giro, ma, come già detto, mi arrabbio solo con me: come ho potuto dare così tanto a delle persone che non mi hanno mai considerato?
Eppure io non mi pento di quello che ho fatto, proprio perché ho agito col cuore. Se gli altri non lo hanno capito, peggio per loro. Io sono orgogliosa di me stessa, delle mie scelte. Di certo, d’ora in poi sarò molto più cauta, più ragionevole e meno impulsiva, ma sicuramente non pretenderò mai più nulla dagli altri.

Il coraggio di lottare

In questo periodo tutto sembra più difficile, nonostante la mia vita sia da sempre abituata alle sfide quasi impossibili da affrontare. Da quando sono nata, ho dovuto sempre fare i salti mortali per dimostrare ciò valgo, per far emergere i miei valori e i miei principi. Non che io sia chissà chi, anzi: sono una persona molto umile, in cerca di quella normalità che tutti possiedono, con tutti i piccoli e grandi problemi della quotidianità. A volte mi sembra di vivere una vita parallela, come se fossi l’unico spettatore di un film che ripercorre le varie tappe dell’esistenza. Io sono ferma, gli altri vanno sempre avanti, nonostante tutto. È una brutta sensazione, perché provo un incredibile senso di frustrazione, di vuoto dentro me stessa. E più guardo gli altri, più mi blocco io. Purtroppo ci sono alcune circostanze in cui non puoi alzarti una mattina e dire: “Bene, la mia vita inizia oggi”. Eppure negli anni quelle stesse circostanze mi hanno dato la forza di affrontare i pregiudizi, di togliermi tante soddisfazioni, di laurearmi a pieni voti e in tempo. Ora non mi basta più.
Lo scorso anno ho conseguito la laurea dopo tanti sacrifici, ma non ho ancora trovato la mia strada. Mi sembra trascorso un secolo da quel giorno in cui tutti si congratulavano con me, per la mia perseveranza, per il mio impegno nonostante la miriade di problemi che ho dovuto affrontare nella mia vita. Ogni volta che superavo un esame, per me era una conquista, una vittoria senza precedenti, perché io credevo in quel che facevo. Ora è tutto diverso. Purtroppo molti si trovano nella mia stessa condizione. Il mio difetto più grande è la totale mancanza di pazienza e di fiducia in me stessa e ciò amplifica il tutto. A volte mi sento come se non avessi fatto nulla, come se avessi buttato via gli anni, senza ottenere alcun risultato in cambio.

Eppure non mi pento di nulla. Se potessi tornare indietro, rifarei tutto: le lezioni, i tirocini, lo studio intenso e disperato del giorno prima di ogni esame, le notti insonni, le lacrime di delusione e i sorrisi appagati, colmi di felicità. Perché, anche in situazioni difficili, l’importante è crederci. Ed io oggi voglio credere che un giorno troverò la mia strada, intraprenderò un percorso lavorativo che mi darà tante soddisfazioni. E lo faranno anche coloro che si trovano nella mia stessa situazione. Basta crederci. Abbiate fiducia in voi stessi e nelle vostre capacità, perché le meraviglie della vita nascono quasi sempre dal nulla, all’improvviso.