Questo blog è nato più di dieci anni fa ed è ancora qui, nonostante non scriva più come prima. Non solo perché i social network hanno surclassato le altre piattaforme – oggi tutto è frenetico e la maggioranza delle persone non ha tempo né voglia di leggere articoli, lunghi o corti che siano – ma anche per il fatto che negli ultimi anni la mia vita è cambiata tantissimo, come se fossi rinata una seconda volta: tra amore, progetti importanti, vacanze ed esperienze che non avrei mai pensato di fare, la mia essenza stessa si è trasformata in un viaggio tra emozioni che lottano in continuazione alla ricerca di un equilibrio. Emozioni che mi rendono finalmente viva, lasciando però ancora spazio alle cicatrici di un passato difficile, doloroso e indimenticabile, purtroppo.
Le sofferenze sono state tante, così forti da farmi toccare il fondo innumerevoli volte, come si può notare anche dalle poesie scritte in passato, cariche dello stesso dolore che mi accompagnerà tutta la vita, lo so già. Il tempo scorre, le cicatrici restano, come si suol dire, ma l’importante è sempre vivere il presente. L’ho scritto e ribadito in più post – ed è anche uno dei messaggi principali del mio romanzo Oltre l’infinito – e non mi stancherò mai di ripeterlo, soprattutto a me stessa. Alla mia parte negativa, alle mie sofferenze più profonde. Ai limiti imposti dalla mia disabilità che – è inutile negare l’evidenza o navigare nell’ipocrisia – a volte pesano come macigni. Alla porzione del mio essere che cerca sempre di riportarmi negli abissi infernali e dí trasformarmi in un nulla cosmico.
Quella porzione che quotidianamente tento di allontanare con nuove emozioni, nuove speranze, nuovi viaggi attraverso le sensazioni più belle che la vita mi dona.
Al di là dei limiti. Al di là della mia condizione fisica invalidante. Al di là di me, perché se dovessi ascoltare soltanto il mio cervello sarei sempre lì, a rimuginare sul passato e a guardare la vita degli altri scorrermi davanti agli occhi, senza fare assolutamente nulla né andare avanti. E nonostante il cervello prevalga spesso sulla speranza e sulla volontà, io sono ancora qui, esattamente come questo blog decennale, a lottare per ogni minimo traguardo, circondata dalle poche persone che tengono davvero a me. A scrivere per mio diletto. A cercare nuove emozioni, perché sono le emozioni quotidiane a tenermi in vita.

Sempre.

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